martedì 4 aprile 2017

Vita da fuori sede #1

UNA SCRIVANIA TUTTA PER ME

Credo accadde tutto il venti Agosto di dieci anni fa.
Quella mattina il sole era talmente caldo, che le goccioline di sudore che mi rigavano le guance non passarono affatto inosservate, alla computata agente immobiliare che girava con me nel sol leone delle quattordici in quella città, famosa proprio per il calore, no, non solo quello atmosferico, ma un calore ancora più raro, quello delle persone.

-Signorina, si asciughi la prego, prenda un fazzolettino!-
Lo presi senza interrompere il mio discorso. Sparavo come una mitragliatrice le mie razionali domande, funzionali e precise.

Sì, stavo cercando casa. Avevo diciannove anni e sentivo dentro di me che quella sarebbe stata la volta buona, la volta buona per cambiare finalmente.

Il liceo non mi aveva lasciata soddisfatta o piena di autostima, per niente. Anzi. Aveva spezzato anno dopo anno quelle piccole certezze che da bambina mi abbracciavano: le risate, i giochi, l' amore.

Da quella città potevo ricominciare, da quella città potevo scolpire il mio posto nel mondo. E poi, se proprio non lo trovavo. Io me lo sarei inventato il mio mondo. Lo avevo sempre fatto.
Tutto può cambiare, tranne la natura interna e la mia era la natura instabile e confusa di una sognatrice. Forse troppo buffa, poco credibile.

L' appartamento che mi stava mostrando l' agente immobiliare era datato, ma molto vicino al centro. Gilda, la computata agente immobiliare, mi narrava raggiante la storia del palazzo, nel suo tailleur grigio chiaro, con le Chanel ai piedi e la ricrescita unta che stonava, non poco, con la sua aria da giovane donna in carriera. In realtà io ero poco interessata alla sovrastruttura, volevo sapere solo quanto costava.
All' improvviso un rumore sordo e continuo interruppe la nostra trattazione che pareva andare in porto, mi era parso di sentire SBAM..ecento! Quindi no, non avevo idea della cifra che mi era stata proposta, quello che invece apparve chiaro a me e a Gilda fu l' apparizione sommessa di una figura che si affacciava dall' ombra carica di pacchi che ci salutava senza parlare.
Chi costui fosse e cosa volesse ci sembrava sconosciuto anche perchè pochi secondi prima Gilda mi diceva che nel palazzo non vi era nessun altro inquilino e che i due appartamenti adiacenti erano entrambi vuoti.

Grazia Barnaba.

(to be continued...)

Se il racconto ti è piaciuto lasciami un piccolo commento e ti aspetto nella prossima puntata!