domenica 30 ottobre 2016

LO SGUARDO SULLE PERSONE.

Sin da piccolini, a scuola, quando si parlava di storia o scienze sociali o diritto, ci hanno sempre fatto notare la differenza tra l' aspetto pubblico, di uno stato di una nazione, e l' aspetto privato.

Della differenza che c'è tra le parti e del conflitto di interessi.
E' lo stesso sulle persone?

La differenza in questo caso sarebbe tra persona e personaggio e non mi riferisco solo a persone attore o cantanti famosi, ma ognuno di noi ha un ruolo. Ognuno di noi interpreta un personaggio che racchiude la persona. Me ne sono resa conto, così di botto. Dopo aver ascoltato una storia e averci visto dentro un mare di tristezza
. Siamo tutti così, lasciamo fuori dal sociale, dal pubblico, fuori dall esibizione della nostra vita, il nostro aspetto più vero, più sensibile più doloroso, più sensato. Meno comodo ma più spigoloso fatto di sfaccettature che ci designano fragili o forti; dolci o insensibili, che tratteggiano il vero profilo della nostra identità. La personalità non ha nulla a che fare con il pubblico ahimè.

Come stai? La domanda a cui, secondo le statistiche il 90 per cento delle persone mente, recluta lo stato di salute di benessere e di felicità di una persona.
Lo scopri di botto, sbirciando in uno sguardo basso la sofferenza di chi si è pentito, di chi ha ferito qualcuno o è stato ferito.
L' umanità è tutta lì, pezzi di errori che ci inseguono e ci disegnano un cammino informe che è la vita.
Grazia Barnaba

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