lunedì 10 ottobre 2016

Guarda come balla di Katya Azzarito. Saggio al femminile nella forma e nella sostanza.


La Progedit è la casa editrice indipendente di Bari che mi ha proposto questa lettura: uno studio sistemico, diafasico e diastratico di Katya Azzarito, antropologa e ballerina professionista. 
Ho subito accettato perché l’ argomento mi ha sempre affascinato, volevo capire qualcosa di più. 
Pur essendo pugliese, ho solo trattato il fenomeno della Taranta nei miei studi liceali per quanto riguarda la sociologia e l’ antropologia, nel modo leggero con cui a quindici anni ci si approccia alle cose. 
Ora, l’ analisi delle trasformazioni e delle innovazioni che fa l’ Azzarito sono chiare, perfette e precise. Come un eccellente chirurgo, l ‘ autrice seziona, con i suoi bisturi di precisione:  il tradizionale concetto di pizzica e l’ attualissima definizione: neo-pizzica,definizione nuova e  originale formulata negli ultimi anni e incentrata sulla contemporaneità.

Katya Azzarito di rivela una penna entusiasta, vivace, mai pedante, illumina dei concetti che difatti, come lei stessa afferma, spesso non sono del tutto conosciuti nemmeno dagli autoctoni. 

Un’ autrice che si esprime al femminile non solo nella sostanza, ma anche nella forma.

L’ esperienza vissuta e la polifonia delle voci che si intrecciano in questo saggio, ci fanno pensare portandoci ben oltre le sottili, seppur presenti, contraddizioni sull’ argomento, nei meandri della cultura salentina, superandole. Mi ha colpito molto trovare conferma delle piccole nozioni che avevo sull’ argomento, ossia che purtroppo non sempre si considerano professionisti, i corsi e gli insegnati di tale disciplina. Quando a lezione si parlava di danza, la pizzica –citata in un mio intervento spontaneo durante la lezione inerente- venne subito declassata e non analizzata nei termini della tradizionale disciplina della danza, comunemente intesa. «La pizzica è la Danza? Ma non farmi ridere, Grazia. » Fu più o meno questo il commento.
Il pregiudizio accademico e la rigidità mentale dell’ ambiente fanno perdere la peculiarità dell’ aspetto artistico.
Non sono d’accordo con l’ autrice,  quando riduce a mero esibizionismo l utilizzo dei social per pubblicizzare e far conoscere tale disciplina della danza, attraverso le immagini, le foto e i video su youtube.
Un ultimo appunto va al valore curativo che Katya Azzarito attribuisce alla pizzica, seppur in contrasto con alcune affermazioni riportate in precedenza. La taranta non è la pizzica ed è giusto sottolinearlo. Ho studiato, per un corso, nozioni di etnopsichiatria; e la taranta, seppur in piccolo, supplisce l’ esigenza al femminile di catarsi. Apprezzo la cura con cui l’ autrice  ha riportato tutte le diverse accezioni dei termini: pizzica, taranta, neo-pizzica. Un minuzioso nominalismo, raro e a mio parere molto efficace nei saggi al femminile


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Mi è piaciuto molto.
Consigliatissimo.

Grazia Barnaba.

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