giovedì 27 ottobre 2016

Giorni lenti

 Queste sono giornata lente.
Non avrei mai pensato che avrei potuto lamentarmi anche del contrario.
 Sono giorni di tempesta, sento di avere la guerra in testa e non riesco a darmi pace. Sarà capitato a tutti, no? Di attraversare un momento difficile nella vita e di non spaere esattamente non solo che cosa vuoi, ma persino chi dove e cosa vuoi. Insomma un casino in toto. La fine dell' università, la laurea che si avvicina (o anche il Natale? Dio che ansia) Eppure avrei trepidato fino a poco tempo fa all ascoltare queste notizie, ma adesso sento che non ce la faccio. Mi sento incapace di poter fare qualsiasi cosa e non lo dico per farmi dire il contrario. Oggi, tutte le persone che ho visto, chi in un modo, chi nell' altro hanno cercato di tirarmi su. Ma sapete quanto sentite che nessuno puo' capire? Forse perchè semplicemente gli altri non sono nella vostra pelle e ci sono cose che posso essere cmprese solo se vengono affrontate. Ecco, ora sono qui a scrivere sul mio diario online, che non è chissà quanto frequentato, ma è comunque pubblico e sono il tipo di cose che una volta avrei avuto il terrore i far leggere a qualcuno. Crescendo, diciamo che ho capito che non è del modo in cui scrivo che devo vergognarmi e che le cose di cui vergognarsi, nella vita, sono altre.

Vivo un momento opaco, oscuro che non è da me. Io sono "quella che ride sempre" e quando non è così spiazzo me stessa e spiazzo il mondo intero. Ognuno di noi si conosce, anch' io mi conosco. Passerà. Ho attraversato così tante volte questa sensazione che ormai sono una tuttologa nel sentirsi persi. La scrittura poi alla fine è l' unica cosa che riesce a quasi calmarmi, la catarsi della scrittura insieme a quella della musica è per me la migliore e più assoluta medicina che ci possa essere. Sto scrivendo di getto e non mi fermerò per correggere la forma o per abbellire il post con belle immagini. Lascerò tutto così com'è, perchè voglio che questa sensazione resti impressa sulla schermata così come nasce, con gli errori e le imperfezioni che rendono tutto più vero. Oh la verità questa parola così ricca di mistero che si dissolve del suo senso sempre più man a mano che gli anni passano. Ed è questo il progresso, siamo tutti un mondo di soli, egocentrici, cellulare-muniti, rincoglioni con l incapacità di restare off line per più di qualche ora anzi minuto forse. Il web è abbastanza una droga. Io da quando ho il wifi riesco a concentrarmi molto molto di meno rispetto a quando in casa non avevo altro che una mezza chiavetta non molto funzionale o la rete a sgroscio nella casa dove vivevo quando ero studentessa fuori sede. E c' erano molto più risate nell' aria. Adesso la gente appare sempre frustrata insoddisfatta e triste. Come mi sento io stasera.
Grazia Barnaba
sottofondo al piano chopin clicca

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