giovedì 15 settembre 2016

SPECIE RARE DI ANDREA BARRET. (DEDALO EDIZIONI)

Da troppo tempo non leggevo un libro scritto così bene. Si intitola “Specie rare” è una raccolta di otto racconti della biologa americana Andrea Barrett, vincitrice del National Book Award (con questa raccolta) ed anche vincitrice del Premio Pulitzer del 2003. La scienza è la discretissima protagonista delle storie. Non invade mai la trama, non distrae il lettore dai sentimenti che scorrono lungo le vicende. “Specie rare” fa parte di ScienzaLetteratura, ( Dedalo Edizioni, 2013, 16 euro) una collana che unisce la narrativa e la scienza per raccontare storie di vita in cui la scienza è protagonista o, come in questo caso, è un sottofondo costante alle vittorie e alle sconfitte dell’umanità.
Già dal primo racconto ci si sente catapultati in periodo storico che non solo è diverso materialmente, (siamo durante gli anni 70 qui, poi negli altri racconti ancora ci si sposterà a ritroso sull’ asse temporale per poi tornare agli anni 70), ma che raffigura uno stato d’ animo di un tempo indefinito, oscuro, decadente.
L’ adattamento della traduzione del titolo in italiano, fa perdere un significato importante. Mi piace leggere quasi tutto in lingua quando questa è per me comprensibile ossia in inglese quindi dopo qualche ricerca mi sono resa conto che il titolo originale è Ship fever è rappresenta, brevemente, le navi bara che salpavano dall’ Irlanda, piena di emigrati diretti in America in seguito alla dura carestia che afflisse il paese nel 1845.
Storico, ma mai pedante. Si viaggia attraverso personaggi anticonvenzionali, originale. Mai scontati. La figura femminile viene delineata non nel solito modo smielato e superficiale, giacché ogni donna all’ interno di questi racconti lascia trasparire una forza  interiore fatta di intelletto e vita normale. Fa riflettere la storia di Zaga, che non riesce ad adattarsi al lusso e alla ricchezza che ottiene quando sposa Joel, proprio come gli indigeni della Terra del Fuoco non riuscivano ad abituarsi alla vita in Inghilterra quando vi vennero portati dal capitano del Beagle FitzRoy. Oppure la storia di Sarah Anne, donna curiosa e colta, che vorrebbe viaggiare e conoscere il mondo mentre per tutti gli altri “dovrebbe di ammantare di modestia il suo sapere”.

Le anime dei personaggi che ci dipinge la Barret sono speciali, originali e diverse e fanno storia. Il linguaggio del libro è lineare, ma talvolta ricercato. Ricco di citazioni colte che attingono soprattutto dalla scienza ovviamente (Mendel, Darwin, Fontanelle)  e dalla filosofia (Aristotele, Montagne, , ritraendo un’ interdisciplinarità che scavalca le iniziali aspettative del titolo.  Anzi, ci si sente accolti in una brezza di conoscenza che fa sentire a proprio agio coloro che, cercano nella letteratura un caleidoscopio che si rifà alla scienza. Qualcosa di profondo, ma al tempo stesso soffice da leggere.

Grazia Barnaba

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