lunedì 29 agosto 2016

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO DI JANE AUSTEN.

Il genio di Austen è libero e attivo. […] Ma di che cosa è fatto tutto questo? Di un ballo in una città di provincia; di poche coppie che si incontrano e si sfiorano le mani in un salotto; di mangiare e di bere; e, al sommo della catastrofe, di un giovanotto trascurato da una ragazza e trattato gentilmente da un’altra. Non c’è tragedia, non c’è eroismo. Ma, per qualche ragione, la piccola scena ci sta commuovendo in modo del tutto sproporzionato rispetto alla sua apparenza compassata. […] Jane Austen è padrona di emozioni ben più profonde di quanto appaia in superficie: ci guida a immaginare quello che non dice. In lei vi sono tutte le qualità perenni della letteratura.”
Virginia Woolf, The Common Reader, Hogarth Press, Londra 1925).

Ormai conosciamo tutti l’ intreccio del romanza ma farò qui una breve riepilogo degli avvenimenti.

TRAMA.

l romanzo è ambientato in una cittadina inglese a Longbourne, dove risiede e vive la signora Bennet con le sue cinque figlie, che desidera assolutamente vedere sposate. Tra le figlie spicca sicuramente la maggiore, Jane, la più bella e sensibile tra tutte, e la seconda, Elizabeth, intelligente e spiritosa. Una perfetta ragazza da marito, che non si concede però al primo pretendente e non segue i consigli dettati dalla madre e dai suoi famigliari. La ragazza ha un sogno nel cassetto: vuole innamorarsi e sposare solo l’uomo che amerà, una vera eresia per i suoi tempi. La vicenda ha inizio quando presso la villa dei Bennet arriva il ricco scapolo Mr. Bingley che prenderà in affitto una delle più belle residenze della zona, Netherfield Park. Durante la sua prima apparizione in pubblico ad un ballo, insieme con le sorelle e l’amico Fitzwilliam Darcy, incontra Jane ed è subito amore tra i due, ma dopo il suo ritorno da un viaggio a Londra la situazione non prende una bella piega e decide di troncare la sua relazione con Jane. La causa di questa rottura tra Jane e Bingley, secondo sua sorella Elizabeth, è dovuta allo zampino dell’amico aristocratico di Bingley, il signorino “Darcy”, che ha sempre guardato con occhi di distacco e superiorità la famiglia Bennet per la loro modesta estrazione sociale. Elizabeth, seppur attratta da Darcy, inizialmente si crea un’immagine negativa del ragazzo, dato che anche Wickham, amico di Bingley e delle sorelle minori di Elizabeth, non lo descrive come un gentiluomo. Così nasce una relazione controversa, tra fraintendimenti, pettegolezzi e reciproche incomprensioni sembra proprio che Lizzy e Darcy non vogliano rassegnarsi ad ammettere quello che i loro cuori hanno già perfettamente capito.La situazione si complica ulteriormente quando in casa giunge il reverendo Collins, un lontano parente destinato, come diretto discendente maschio, ad ereditare la proprietà dei Bennet, il quale vorrebbe sposare Elizabeth, che invece lo respinge. Elizabeth rifiuta la proposta di matrimonio fatta dal ragazzo, inizialmente. La ragazza però, pian piano, si ricrede dopo aver passato del tempo in sua compagnia e comprende di avere sbagliato il giudizio nei suoi confronti, cogliendo la sua natura di vero aristocratico gentiluomo. Quando la sorella di Lizzy, Lydia, decide di fuggire con Wickham, la situazione tra i due si rafforza visto che Darcy aiuta Lizzy a ritrovare la sorella e s’impegna affinché i due convolino a nozze. Vista la vera natura di Darcy e ricredendosi su di lui, alla seconda proposta di matrimonio, la bella Elizabeth non può che acconsentire. Anche tra Jane e Bingley sembra tornare il sereno. I due chiariscono i loro malintesi e si fidanzano con grande felicità di tutti e soprattutto della madre. Nel finale del romanzo, si celebra finalmente l’atteso matrimonio tra la bella Elizabeth e Darcy e quello tra Jane e Bingley, vedendo così finalmente sconfitti l’orgoglio ed il pregiudizio.

COSA PENSO SU QUESTO ROMANZO.

Ho sempre pensato che Jane Austen fosse roba per donnette, lo devo malinconicamente ammettere. Da ragazzina a tredici anni rifiutai categoricamente di leggerlo perché se adesso sono selettiva nelle mie letture, prima ero proprio snob, a causa dell’ intransigenza mentale che mi ha sempre caratterizzata sin nella pubertà. Quando per l’ università ho affrontato l’ autrice e il testo mi sono sentita davvero tanto stupida. Come ho potuto?
 D’ altra parte non mi sarei sentita così tanto in empatia con la protagonista del romanzo se anch’ io non fossi da sempre caratterizzata come lei da una sorta di presunzione intellettuale attraverso la quale penso di conoscere il mondo ancor prima di averne fatto esperienza. Dicesi pregiudizio, no? 
E così mi sono innamorata. 
Di Jane Austen e di Elisabeth che sono forse la stessa cosa. Ho sentito anch’ io tutta la forza dei suoi ventun anni, fatti di sogni e grandi speranze verso un mondo che all’ epoca di certo non era appannaggio femminile. La determinazione, la forza e la sensibilità di questa autrice mi hanno stregato. Orgoglio e pregiudizio credo sia di un’ attualità assurda. L’ anticipazione del tema psicologico femminile del dire una cosa e pensarne un'altra. Qui si svela per la prima volta cosa passa nella testa di una donna, che scrive in quanto tale senza voler imitare nessun uomo. Errore che invece fa C. Bronte. I personaggi con una fortissima caratterizzazione psicologica. E siamo nel 1976-'77,
(anche se è stato pubblicato poi nel 1813) quindi ovviamente molto precedente al boom di fine Ottocento, inizi Novecento, della scoperta dell' introspezione psicoanalitica.
Un secolo prima e lei lo aveva in sé. Ma si può essere così inattuale, ergo geniale?

Non aveva viaggiato molto, è vissuta poco ed è morta molto giovane, ma asserisce comunque all’ universale, come scrive di lei ancora Virginia Woolf: 

Una di quelle fate che si posano sulle culle l'avrà probabilmente portata a fare il giro del mondo non appena nata. E quando ritornò alla culla ella ormai sapeva non solo come era fatto il mondo, ma aveva anche scelto il suo regno.”

Forse anche per questo riesce a scalfirci. Perché non è frivolezza, è maschera. È profondità vestita d’ apparenza. È immaginazione che stimola nei non detti, fragranti e semplici che appartengono ad ognuna di noi, nella quotidianità. Solo una mente arguta e anti-conformista come lei poteva pensare di poter dire le cose a modo suo. Ecco perché sopravvive dopo secoli nella meravigliosa interezza di quel suo essere così fragile e forte, intelligente e ironica. Spiritosa, sagace. Tutto il mondo della letteratura e dei cinema si è ispiarato a lei. Quindi questo classico che ha sempre molto da dire, a seconda dell’ età in cui viene letto, smentisce la definizione di romanzetto rosa perché è exemplum di un periodo storico a livello macro e di una personalità troppo frastagliata per essere definita in uno standard di romanticismo. Così, la Austen, parla d’ amore, ma lo fa anche in reazione ad una tendenza moralizzante e pedagogica della letteratura imperante nel periodo storico in cui agisce e poi se avesse solo scritto una storiella si sarebbe rifatta ad altri modelli letterari più in voga, ma meno originali, meno "austiani". 
La cosa che amo di questo romanzo è il suo essere il parto di una donna che poi davvero non ha mai conosciuto l amore e i suoi sviluppi tragici, ed ha trasmetto ugualmente i tormenti insiti nella mente femminile quando si tratta d' amore, di esistere, anzi di pretendere di esistere. Moderna attuale, irrinunciabile la sua rilettura
Super consigliato. E voi cosa ne pensate? Siete d’accord
o con me?
Spero vi sia piaciuto il mio punto di vista. Sul canale youtube trovate il video della recensione completa, dove vado più nei dettagli. Nei prossimi giorni vi posto il video!

Grazia B.

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