lunedì 29 agosto 2016

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO DI JANE AUSTEN.

Il genio di Austen è libero e attivo. […] Ma di che cosa è fatto tutto questo? Di un ballo in una città di provincia; di poche coppie che si incontrano e si sfiorano le mani in un salotto; di mangiare e di bere; e, al sommo della catastrofe, di un giovanotto trascurato da una ragazza e trattato gentilmente da un’altra. Non c’è tragedia, non c’è eroismo. Ma, per qualche ragione, la piccola scena ci sta commuovendo in modo del tutto sproporzionato rispetto alla sua apparenza compassata. […] Jane Austen è padrona di emozioni ben più profonde di quanto appaia in superficie: ci guida a immaginare quello che non dice. In lei vi sono tutte le qualità perenni della letteratura.”
Virginia Woolf, The Common Reader, Hogarth Press, Londra 1925).

Ormai conosciamo tutti l’ intreccio del romanza ma farò qui una breve riepilogo degli avvenimenti.

TRAMA.

l romanzo è ambientato in una cittadina inglese a Longbourne, dove risiede e vive la signora Bennet con le sue cinque figlie, che desidera assolutamente vedere sposate. Tra le figlie spicca sicuramente la maggiore, Jane, la più bella e sensibile tra tutte, e la seconda, Elizabeth, intelligente e spiritosa. Una perfetta ragazza da marito, che non si concede però al primo pretendente e non segue i consigli dettati dalla madre e dai suoi famigliari. La ragazza ha un sogno nel cassetto: vuole innamorarsi e sposare solo l’uomo che amerà, una vera eresia per i suoi tempi. La vicenda ha inizio quando presso la villa dei Bennet arriva il ricco scapolo Mr. Bingley che prenderà in affitto una delle più belle residenze della zona, Netherfield Park. Durante la sua prima apparizione in pubblico ad un ballo, insieme con le sorelle e l’amico Fitzwilliam Darcy, incontra Jane ed è subito amore tra i due, ma dopo il suo ritorno da un viaggio a Londra la situazione non prende una bella piega e decide di troncare la sua relazione con Jane. La causa di questa rottura tra Jane e Bingley, secondo sua sorella Elizabeth, è dovuta allo zampino dell’amico aristocratico di Bingley, il signorino “Darcy”, che ha sempre guardato con occhi di distacco e superiorità la famiglia Bennet per la loro modesta estrazione sociale. Elizabeth, seppur attratta da Darcy, inizialmente si crea un’immagine negativa del ragazzo, dato che anche Wickham, amico di Bingley e delle sorelle minori di Elizabeth, non lo descrive come un gentiluomo. Così nasce una relazione controversa, tra fraintendimenti, pettegolezzi e reciproche incomprensioni sembra proprio che Lizzy e Darcy non vogliano rassegnarsi ad ammettere quello che i loro cuori hanno già perfettamente capito.La situazione si complica ulteriormente quando in casa giunge il reverendo Collins, un lontano parente destinato, come diretto discendente maschio, ad ereditare la proprietà dei Bennet, il quale vorrebbe sposare Elizabeth, che invece lo respinge. Elizabeth rifiuta la proposta di matrimonio fatta dal ragazzo, inizialmente. La ragazza però, pian piano, si ricrede dopo aver passato del tempo in sua compagnia e comprende di avere sbagliato il giudizio nei suoi confronti, cogliendo la sua natura di vero aristocratico gentiluomo. Quando la sorella di Lizzy, Lydia, decide di fuggire con Wickham, la situazione tra i due si rafforza visto che Darcy aiuta Lizzy a ritrovare la sorella e s’impegna affinché i due convolino a nozze. Vista la vera natura di Darcy e ricredendosi su di lui, alla seconda proposta di matrimonio, la bella Elizabeth non può che acconsentire. Anche tra Jane e Bingley sembra tornare il sereno. I due chiariscono i loro malintesi e si fidanzano con grande felicità di tutti e soprattutto della madre. Nel finale del romanzo, si celebra finalmente l’atteso matrimonio tra la bella Elizabeth e Darcy e quello tra Jane e Bingley, vedendo così finalmente sconfitti l’orgoglio ed il pregiudizio.

COSA PENSO SU QUESTO ROMANZO.

Ho sempre pensato che Jane Austen fosse roba per donnette, lo devo malinconicamente ammettere. Da ragazzina a tredici anni rifiutai categoricamente di leggerlo perché se adesso sono selettiva nelle mie letture, prima ero proprio snob, a causa dell’ intransigenza mentale che mi ha sempre caratterizzata sin nella pubertà. Quando per l’ università ho affrontato l’ autrice e il testo mi sono sentita davvero tanto stupida. Come ho potuto?
 D’ altra parte non mi sarei sentita così tanto in empatia con la protagonista del romanzo se anch’ io non fossi da sempre caratterizzata come lei da una sorta di presunzione intellettuale attraverso la quale penso di conoscere il mondo ancor prima di averne fatto esperienza. Dicesi pregiudizio, no? 
E così mi sono innamorata. 
Di Jane Austen e di Elisabeth che sono forse la stessa cosa. Ho sentito anch’ io tutta la forza dei suoi ventun anni, fatti di sogni e grandi speranze verso un mondo che all’ epoca di certo non era appannaggio femminile. La determinazione, la forza e la sensibilità di questa autrice mi hanno stregato. Orgoglio e pregiudizio credo sia di un’ attualità assurda. L’ anticipazione del tema psicologico femminile del dire una cosa e pensarne un'altra. Qui si svela per la prima volta cosa passa nella testa di una donna, che scrive in quanto tale senza voler imitare nessun uomo. Errore che invece fa C. Bronte. I personaggi con una fortissima caratterizzazione psicologica. E siamo nel 1976-'77,
(anche se è stato pubblicato poi nel 1813) quindi ovviamente molto precedente al boom di fine Ottocento, inizi Novecento, della scoperta dell' introspezione psicoanalitica.
Un secolo prima e lei lo aveva in sé. Ma si può essere così inattuale, ergo geniale?

Non aveva viaggiato molto, è vissuta poco ed è morta molto giovane, ma asserisce comunque all’ universale, come scrive di lei ancora Virginia Woolf: 

Una di quelle fate che si posano sulle culle l'avrà probabilmente portata a fare il giro del mondo non appena nata. E quando ritornò alla culla ella ormai sapeva non solo come era fatto il mondo, ma aveva anche scelto il suo regno.”

Forse anche per questo riesce a scalfirci. Perché non è frivolezza, è maschera. È profondità vestita d’ apparenza. È immaginazione che stimola nei non detti, fragranti e semplici che appartengono ad ognuna di noi, nella quotidianità. Solo una mente arguta e anti-conformista come lei poteva pensare di poter dire le cose a modo suo. Ecco perché sopravvive dopo secoli nella meravigliosa interezza di quel suo essere così fragile e forte, intelligente e ironica. Spiritosa, sagace. Tutto il mondo della letteratura e dei cinema si è ispiarato a lei. Quindi questo classico che ha sempre molto da dire, a seconda dell’ età in cui viene letto, smentisce la definizione di romanzetto rosa perché è exemplum di un periodo storico a livello macro e di una personalità troppo frastagliata per essere definita in uno standard di romanticismo. Così, la Austen, parla d’ amore, ma lo fa anche in reazione ad una tendenza moralizzante e pedagogica della letteratura imperante nel periodo storico in cui agisce e poi se avesse solo scritto una storiella si sarebbe rifatta ad altri modelli letterari più in voga, ma meno originali, meno "austeniani". 
La cosa che amo di questo romanzo è il suo essere il parto di una donna che poi davvero non ha mai conosciuto l amore e i suoi sviluppi tragici, ed ha trasmetto ugualmente i tormenti insiti nella mente femminile quando si tratta d' amore, di esistere, anzi di pretendere di esistere. Moderna attuale, irrinunciabile la sua rilettura
Spero vi sia piaciuto il mio punto di vista. Sul canale youtube troverete a breve il video della recensione completa, dove vado più nei dettagli. Nei prossimi giorni vi posto il video!

Super consigliato. E voi cosa ne pensate? Siete d’accordo con me?

Grazia B.

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO DI JANE AUSTEN.

Il genio di Austen è libero e attivo. […] Ma di che cosa è fatto tutto questo? Di un ballo in una città di provincia; di poche coppie che si incontrano e si sfiorano le mani in un salotto; di mangiare e di bere; e, al sommo della catastrofe, di un giovanotto trascurato da una ragazza e trattato gentilmente da un’altra. Non c’è tragedia, non c’è eroismo. Ma, per qualche ragione, la piccola scena ci sta commuovendo in modo del tutto sproporzionato rispetto alla sua apparenza compassata. […] Jane Austen è padrona di emozioni ben più profonde di quanto appaia in superficie: ci guida a immaginare quello che non dice. In lei vi sono tutte le qualità perenni della letteratura.”
Virginia Woolf, The Common Reader, Hogarth Press, Londra 1925).

Ormai conosciamo tutti l’ intreccio del romanza ma farò qui una breve riepilogo degli avvenimenti.

TRAMA.

l romanzo è ambientato in una cittadina inglese a Longbourne, dove risiede e vive la signora Bennet con le sue cinque figlie, che desidera assolutamente vedere sposate. Tra le figlie spicca sicuramente la maggiore, Jane, la più bella e sensibile tra tutte, e la seconda, Elizabeth, intelligente e spiritosa. Una perfetta ragazza da marito, che non si concede però al primo pretendente e non segue i consigli dettati dalla madre e dai suoi famigliari. La ragazza ha un sogno nel cassetto: vuole innamorarsi e sposare solo l’uomo che amerà, una vera eresia per i suoi tempi. La vicenda ha inizio quando presso la villa dei Bennet arriva il ricco scapolo Mr. Bingley che prenderà in affitto una delle più belle residenze della zona, Netherfield Park. Durante la sua prima apparizione in pubblico ad un ballo, insieme con le sorelle e l’amico Fitzwilliam Darcy, incontra Jane ed è subito amore tra i due, ma dopo il suo ritorno da un viaggio a Londra la situazione non prende una bella piega e decide di troncare la sua relazione con Jane. La causa di questa rottura tra Jane e Bingley, secondo sua sorella Elizabeth, è dovuta allo zampino dell’amico aristocratico di Bingley, il signorino “Darcy”, che ha sempre guardato con occhi di distacco e superiorità la famiglia Bennet per la loro modesta estrazione sociale. Elizabeth, seppur attratta da Darcy, inizialmente si crea un’immagine negativa del ragazzo, dato che anche Wickham, amico di Bingley e delle sorelle minori di Elizabeth, non lo descrive come un gentiluomo. Così nasce una relazione controversa, tra fraintendimenti, pettegolezzi e reciproche incomprensioni sembra proprio che Lizzy e Darcy non vogliano rassegnarsi ad ammettere quello che i loro cuori hanno già perfettamente capito.La situazione si complica ulteriormente quando in casa giunge il reverendo Collins, un lontano parente destinato, come diretto discendente maschio, ad ereditare la proprietà dei Bennet, il quale vorrebbe sposare Elizabeth, che invece lo respinge. Elizabeth rifiuta la proposta di matrimonio fatta dal ragazzo, inizialmente. La ragazza però, pian piano, si ricrede dopo aver passato del tempo in sua compagnia e comprende di avere sbagliato il giudizio nei suoi confronti, cogliendo la sua natura di vero aristocratico gentiluomo. Quando la sorella di Lizzy, Lydia, decide di fuggire con Wickham, la situazione tra i due si rafforza visto che Darcy aiuta Lizzy a ritrovare la sorella e s’impegna affinché i due convolino a nozze. Vista la vera natura di Darcy e ricredendosi su di lui, alla seconda proposta di matrimonio, la bella Elizabeth non può che acconsentire. Anche tra Jane e Bingley sembra tornare il sereno. I due chiariscono i loro malintesi e si fidanzano con grande felicità di tutti e soprattutto della madre. Nel finale del romanzo, si celebra finalmente l’atteso matrimonio tra la bella Elizabeth e Darcy e quello tra Jane e Bingley, vedendo così finalmente sconfitti l’orgoglio ed il pregiudizio.

COSA PENSO SU QUESTO ROMANZO.

Ho sempre pensato che Jane Austen fosse roba per donnette, lo devo malinconicamente ammettere. Da ragazzina a tredici anni rifiutai categoricamente di leggerlo perché se adesso sono selettiva nelle mie letture, prima ero proprio snob, a causa dell’ intransigenza mentale che mi ha sempre caratterizzata sin nella pubertà. Quando per l’ università ho affrontato l’ autrice e il testo mi sono sentita davvero tanto stupida. Come ho potuto?
 D’ altra parte non mi sarei sentita così tanto in empatia con la protagonista del romanzo se anch’ io non fossi da sempre caratterizzata come lei da una sorta di presunzione intellettuale attraverso la quale penso di conoscere il mondo ancor prima di averne fatto esperienza. Dicesi pregiudizio, no? 
E così mi sono innamorata. 
Di Jane Austen e di Elisabeth che sono forse la stessa cosa. Ho sentito anch’ io tutta la forza dei suoi ventun anni, fatti di sogni e grandi speranze verso un mondo che all’ epoca di certo non era appannaggio femminile. La determinazione, la forza e la sensibilità di questa autrice mi hanno stregato. Orgoglio e pregiudizio credo sia di un’ attualità assurda. L’ anticipazione del tema psicologico femminile del dire una cosa e pensarne un'altra. Qui si svela per la prima volta cosa passa nella testa di una donna, che scrive in quanto tale senza voler imitare nessun uomo. Errore che invece fa C. Bronte. I personaggi con una fortissima caratterizzazione psicologica. E siamo nel 1976-'77,
(anche se è stato pubblicato poi nel 1813) quindi ovviamente molto precedente al boom di fine Ottocento, inizi Novecento, della scoperta dell' introspezione psicoanalitica.
Un secolo prima e lei lo aveva in sé. Ma si può essere così inattuale, ergo geniale?

Non aveva viaggiato molto, è vissuta poco ed è morta molto giovane, ma asserisce comunque all’ universale, come scrive di lei ancora Virginia Woolf: 

Una di quelle fate che si posano sulle culle l'avrà probabilmente portata a fare il giro del mondo non appena nata. E quando ritornò alla culla ella ormai sapeva non solo come era fatto il mondo, ma aveva anche scelto il suo regno.”

Forse anche per questo riesce a scalfirci. Perché non è frivolezza, è maschera. È profondità vestita d’ apparenza. È immaginazione che stimola nei non detti, fragranti e semplici che appartengono ad ognuna di noi, nella quotidianità. Solo una mente arguta e anti-conformista come lei poteva pensare di poter dire le cose a modo suo. Ecco perché sopravvive dopo secoli nella meravigliosa interezza di quel suo essere così fragile e forte, intelligente e ironica. Spiritosa, sagace. Tutto il mondo della letteratura e dei cinema si è ispiarato a lei. Quindi questo classico che ha sempre molto da dire, a seconda dell’ età in cui viene letto, smentisce la definizione di romanzetto rosa perché è exemplum di un periodo storico a livello macro e di una personalità troppo frastagliata per essere definita in uno standard di romanticismo. Così, la Austen, parla d’ amore, ma lo fa anche in reazione ad una tendenza moralizzante e pedagogica della letteratura imperante nel periodo storico in cui agisce e poi se avesse solo scritto una storiella si sarebbe rifatta ad altri modelli letterari più in voga, ma meno originali, meno "austiani". 
La cosa che amo di questo romanzo è il suo essere il parto di una donna che poi davvero non ha mai conosciuto l amore e i suoi sviluppi tragici, ed ha trasmetto ugualmente i tormenti insiti nella mente femminile quando si tratta d' amore, di esistere, anzi di pretendere di esistere. Moderna attuale, irrinunciabile la sua rilettura
Super consigliato. E voi cosa ne pensate? Siete d’accord
o con me?
Spero vi sia piaciuto il mio punto di vista. Sul canale youtube trovate il video della recensione completa, dove vado più nei dettagli. Nei prossimi giorni vi posto il video!

Grazia B.

venerdì 26 agosto 2016

Il prete bello di Goffredo Parise.


Pubblicato nel 1954, Il prete bello racconta la storia di un gruppo di bambini di un quartiere popolare di Vicenza. A narrare è Sergio, che vive con la madre, il nonno malato di prostata ed alcuni amici, primo tra tutti l'inseparabile Cena, protagonista di una serie di scorribande in caccia di cibo e denaro attraverso il quartiere. Nel caseggiato in cui abita Sergio vive una umanità varia, dalla signorina Immacolata, zitella e padrona dell'intero stabile, alle signorine Walenska,(madre e figlia, che si scaldano ingrandendo con una enorme lente l’unico raggio di sole che al tramonto penetra nella loro stanza); anch'esse nubili come la Botanica e Camilla; dal ciabattino al cavalier Esposito, che vive con le cinque figlie ed è l'unico a possedere il gabinetto in casa. Si tratta di un bene prezioso di cui andare fieri, foderato di carta rossa a arabeschi dorati, è munito di un water. Tanto prezioso che la catenella viene usata dal proprietario per enfatizzare il proprio privilegio.

Nella festosa eccentricità dei personaggi che popolano un labirintico e fiabesco caseggiato nella Vicenza del 1940, e di colui che saprà stregarli tutti: don Gastone, il «prete bello».  In tutti loro, nelle vene e nel sangue, l’atletico, elegante, vanesio don Gastone si infiltra come una passione oscura, violenta ma capace di dare improvvisamente vita – e come nel Ragazzo morto e le comete ci troviamo di fronte a «una sostanza poetica che ribolle e rifiuta di assestarsi entro schemi definiti» (Eugenio Montale).

mercoledì 24 agosto 2016

L'ATTESA PESA

Gli equilibri che si spezzano sono forse i sottili contorni più difficili che dobbiamo ridefinire per rimettere in piedi la nostra vita quando cadiamo. Penso sì, alle vittime del terremoto di stanotte, e anche ai piccoli grandi o medi dolori che poi attanagliano ognuno di noi.

Senti solo un confuso scrosciare nella testa come di onde che si infrangono sul lato spigoloso di uno scoglio giovane. Siamo così, veniamo modellati dagli eventi. Dai fatti. Dalla nostra storia che smussa come fa il mare con uno scoglio ancor giovane e appuntito deformandone l' acutezza, l' apparente durezza.

Alda Merini diceva: "mi sveglio informa e poi mi deformo attraverso gli altri". Quanto è maledettamente vero tutto ciò. Per quanto possiamo restare fermi e chiusi sulle nostre vedute, siamo il prodotto degli ambienti che frequentiamo, delle persone che amiamo e che odiamo. E siamo il frutto dei nostri dolori che malgrado talvolta ci sembra che non ci servano; racchiudono il segreto di quella forte e possente corazza che si inspessisce anno, dopo anno, dopo anno. Convincersi a crescere. Grazia, mi sono detta, inutile rifiutare di voler guardare il mondo con occhi diversi, se da quel mondo non ti lasci attraversare. Anni fa proclamavo la mia estrema filosofia di pensiero che non si sradicava e adesso metto in dubbio qualsiasi cosa, anche il fatto che per anni ho indossato- che ne so- un lucidalabbra rosa che adesso non amo più. Le cose che abbiamo cambiano, le cose che amiamo pure e noi? Restiamo sempre gli stessi, anche se un po' smussati, più docili e inclini all' adattamento. Ma dentro, dentro di noi pulsa la natura che ci ha portati fin qui. Ad essere uniti, ad essere soli. Ad essere noi.
Grazia B.

sabato 20 agosto 2016

OSSESSIONE Di Luchino Visconti

Finalmente, torno ad aggiornare questa rubrica!
Questa volta si tratta del padre del Neorealismo. Luchino Visconti, che con il film "Ossessione", capolavoro indiscusso del 1943 dà i primi accenni di una tendenza che poi farà la storia del cinema italiano: il neorealismo.

TRAMA.

Il vagabondo Gino Costa (Massimo Girotti) si ferma presso un ristoro per viaggiatori nella bassa padana, divenendo l'amante di Giovanna (Clara Calamai, anche se il regista avrebbe voluto fortemente la Cardinale impossibilitata in quanto incinta), moglie dell'ignaro Giuseppe, proprietario dello spaccio. Gino non sopporta questa situazione e propone alla donna di fuggire con lui. Giovanna rifiuta e lui parte per Ancona, che lo attira per la presenza del porto: spera di imbarcarsi e di lasciarsi alle spalle la storia appena conclusa. Durante il viaggio per Ancona fa amicizia con un girovago detto lo spagnolo. Gino non si imbarca più, ma trova lavoro con il suo nuovo amico alla Fiera di maggio; una nuova vita sembra iniziata.


Durante i giorni di fiera, Gino incontra però ancora Giovanna e il marito, che era giunto ad Ancona per partecipare a un concorso canoro. I due ex amanti immediatamente ristabiliscono il loro legame e, anzi, decidono di uccidere Giuseppe attraverso la simulazione di un incidente stradale. Mettono in atto presto il loro piano, ma l'incidente insospettisce la polizia. Dopo il delitto la storia tra i due amanti diventa tesa: Giovanna riscuote l'assicurazione sulla vita del marito e riapre insieme a Gino la trattoria del marito. Gino, schiacciato dal rimorso e dalla delusione di una vita che sente rubata, la lascia e parte per Ferrara dove fa amicizia con Anita, una prostituta dolce e comprensiva. Rivede quindi nuovamente Giovanna, che gli dice di essere incinta; i due amanti cercano allora di fuggire, ma la macchina finisce fuori strada, Giovanna muore e Gino viene arrestato dalla polizia.

CONSIDERAZIONI PERSONALI

La forte innovazione di un film uscito in Italia in un periodo difficile, durante la Seconda Mondiale, poi proibito, distrutto dalla censura. Arriva ai nostri giorni grazie al suo creatore nonchè regista Luchino Visconti che fa delle copie e le nasconde con sè per tutto il periodo della guerra.
Il film è liberamente ispirato al romanzo di  James Cain  "Il postino suona sempre due volte".
Capolavoro indiscusso.
Ultimamente mi "sentirete" spesso parlare di questo regista perchè sto approfondendo tutta la sua filografia per un ulteriore approfondimento che sto facendo nei miei studi! Quindi se siete interessate, diventate lettori fissi del blog per non perdervi altri post di questa rubrica.

E voi, Avete mai visto i film di Visconti? Che ne pensate? 



"Giovanna: Quando ti sei accorto che mi piacevi?
Gino:Subito!Quando ti ho domandato da mangiare, e tu non mi hai risposto"

#Ossessione,1943 regia di #Luchinovisconti con#claracalamai e #massimogirotti

martedì 16 agosto 2016

DESCRIVITI CON I LIBRI TAG



Salve a tutti!

Finalmente posto il mio primo video di Letteratura, dove timidamente, a piccoli passi, cerco di narrarvi il mio mondo libresco fatto sopratutto di saggi, di classici e di molta  filosofia. Spero il video vi piaccia, inoltre invito tutte le mie amiche a condividere questo BOOK TAG!

Grazia B.

domenica 14 agosto 2016

ESTATE

L' ESTATE STA FINENDO...E UN ANNO SE NE VA!
Canticchiando questo conosciutissimo ritornello, posso quasi con sollievo affermarlo! Ebbene sì, agosto è agli sgoccioli. Finalmente! 
Come ho già una volta ribadito in uno dei miei post qui, in Puglia l' estate è uguale LAVORO. 
Si lavora di più quando tutti gli altri si divertono. E ci si diverte quando tutta la massa informe di turisti torna in città, a lavoro, a scuola . Allora sì. Ci si gode la vera Puglia ancora calda come in estate, ma scevra di appiccicaticcia umidità ed afa sociale!
Rimane la gente del posto a settembre, qualche autobus pieno zeppo di anziani e qualche scolaresca straniera. Ma nulla di più. Si ricomincia a respirare la calma meridionale. 
La stranissima scansione del tempo a seconda delle zone geografiche è qualcosa di straordinario che mi affascinerà sempre. Per esempio quando vivevo in Olanda, il tempo volava. Diverso era il tempo del risveglio, dell' uscita, della colazione. Un' altra vita ho avuto lì. 
Colma di frenesia, in giornate che cominciavano tardi e finivano presto. 
Al sud tutto procede in maniera lenta e le mattine cominciano presto e il giorno pare non finire mai. In un tempo eternamente solido fatto di cose ruvide, ma vere. 
Grazia B.

domenica 7 agosto 2016

LONTANI DAL MONDO

Era da molto tempo che non desideravo racimolare dei vestiti in una valigia e partire via lontano. Lontano da tutto, lontano dal mondo.
L' ultima volta che ho provato questa sensazione è stata dopo la mia laurea triennale e forse non sarà di certo un caso se ciò ri-accade alle porte della mia laurea specialistica. Tanta pressione accumulata, doveri che si accumulano e che premono sulla fragile resistenza del sistema nervoso mio e del mio compagno. Certe volte le persone dall' esterno non si rendono conto di quanto una persona possa sentirsi in alcuni momenti, o semplicemente non li interessa.
Qualche tempo fa, scrivevo sulla pagina facebook che l' egoismo è come una malattia dalla quale non si guarisce mai e che quindi ci saranno sempre quelle persone che cercheranno di intaccare la nostra vita nel suo già instabile equilibrio. Tutto quello che possiamo fare è proteggere noi stesse con quel pizzico di spirito di autoconservazione che caratterizza l essere umano.
Come?
Cercando di buttare tutto quanto fuori. Rimettere in ordine le priorità. Salvaguardando insieme lo scintillio che noi due ci portiamo dentro e dando un calcio alle preoccupazioni. Ritagliare i periodi per noi, in cui amare noi stessi e tra noi due amarci di più. Lontani dal mondo.
Grazia B.