martedì 7 giugno 2016

SENZA FILTRO.

Sorretto il peso del risveglio mattutino, dopo i postumi di una serata? Maaagari! Dopo i postumi di un altro esame, ebbene sì! Che sfigata. Ho affrontato l' ennesima giornata alla volta della city per cercare di portare a casa i benedetti cfu che l' esame ahimè procura. Cfu poi propedeutici, sempre ahimè, alla benedetta Laurea. Mammia mia come sono noiosa in questo periodo con questa solfa degli esami.

Sopportiamo, sono gli ultimi: lo sento dire continuamente dai miei familiari, amici, fidanzato compreso. 

La giornata, non nego che è stata impegnativa, ma mai come l' alone di pietas che sgocciolava su me e altri miei colleghi universitari, ieri sera,quando alle 19.40 il tipo dell' Università, nei corridoi, spegneva tutte le luci, con noi ancora in attesa di sostenere il nostro fantastico esame.

Ecco perchè bisogna sostenere il peggio, perchè così la sveglia alle sei con la previsione di una giornata faticosa costellata da almeno una dozzina di imprevisti inattesi, che regolarmente accadono durante il giorno del tuo esame, (brufoli, cicli imprevisti, gastriti e mal di denti vari; che io mi chiedo come fanno a sapere che è quel giorno l' esame per manifestarsi??) ci sembrerà nulla!

Faccio sempre così quando devo andare ad un esame, la sveglia almeno due o tre ore prima della solita sveglia messa per andare, invece, a lezione. 
Infatti stamattina il mio compagno, sentendosi chiamare già da orari sconsideratamente acerbi, mi ha domandato se fosse davvero il solito treno che avrei dovuto prendere o mi preparavo per il pluriscalo internazionale di qualche stazione trans-nazionale. Al che, una volta rassicuratolo, spiegandogli che rimanevo per lo meno fisicamente in Italia e che la Francia era solo l' oggetto dell' esame si è tranquillamente rimesso a dormire, ignorando la mia povera, paurosa, assurda ansia pre esame.
 Ma io mi chiedo: come diavolo farò senza di lei, dopo tutti questi anni insieme, dato che dopo domani terrò il mio penultimo esame ?
Non ho nulla da temere, credo; perchè io, un modo per complicarmi l' esistenza, lo trovo sempre!

Dicevo nel post precedente che ti attanaglia la vertigine quando stai per compiere delle scelte, finito un percorso di studi ed io mi trovo un po' così. Con mille progetti ed idee che mi entusiasmano tantissimo nella testa, e una vena di sano pessimismo che fa sfiorare, per lo meno se non fissare, i piedi per terra per non perdere il contatto con la realtà visto e considerato che so perfettamente che le cose non accadono per miracolo a chiunque smanettando su una piattaforma social o su un blog.

 Non mi aspetto nulla, mai. 
Non lascio stare, mai. 
Due capisaldi del mio agire. Quindi mi aggiro nei meandri del dubbio e dell' incertezza cambiando abbastanza spesso idea sul da farsi. Cambio idea, sempre e continuamente. Ma poi chi non lo fa?

Quando ho scritto: 

Se ti rende felice è la cosa giusta.

Mi riferivo all' approccio nella scelta, Perché scegliere quello che si ama poi premia sempre, anche se sembra un obiettivo impossibile. Anche se ci sembra di dover scalare mare e monti per poterla prendere, afferrare leggermente o intravederla da lontano. 

Nel commento del post di ieri si parlava di tensione e di ricerca di sè. Sono questi i campi di indagine che ci permettono di variegare il nostro quotidiano che talvolta si presenta triste, talvolta banale o duro e faticoso. La ricerca e la continua voglia di imparare da qualsiasi fonte. Scoprire sè attraverso il confronto, o anche scontro come avviene sempre nel mio caso, perchè a causa del mio caratteraccio mi ritrovo spesso a scontrarmi con la gente, perchè sono senza filtro e questo non sempre viene compreso. In un mondo in cui esistono una multitudine di canali e modi possibili di dire la propria, gli altri sono tutti troppo presi nel loro essere protagonisti per poterti ascoltare o semplicemente rispettare le richieste indirette degli altri.
Non sto tanto a riflettere sulle conseguenze che quello che dirò avrà sull' immagine di me che gli altri si fanno osservandomi. Ho delle reazioni esplosive perchè non mi piace essere ipocrita, nel rispetto individuale; io rispetto la libertà dell' altro che termina quando comincia la mia, quindi se prendo la parola e solo per impedire che tale infrazione avvenga. 

Sono senza filtro, lo ripeto. Parlo decisamente troppo, lo so. 
Credo fermamente che la libertà vera delle persone sia determinata dalla singolare capacità individuale di sublimare la tensione alla vita che si sprigiona ogni qualvolta ci pare di sentirci vivi, felici, pieni. 


La libertà, freedom, che tanto decantiamo con hashtag e post vari sui social, non è l' autodistruzione, ma la personalità che mostriamo (insomma avere gli attributi sotto, scusate la volgarità!) seppur diversa o normale, comune o speciale direbbe De Andrè. 
Conta quanto sentiamo, contano la pelle e il cuore. Nient' altro.


Lasciate un commento qui. Fatemi sapere cosa ne pensate.

Grazia.





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