domenica 5 giugno 2016

OGNI VOLTA CHE HO SBAGLIATO. (#conosciamoci)


I pensieri, i miei pensieri, spesso corrono molto più delle parole. Compaiono lenti nella mente e costruiscono castelli immensi, irrealizzabili, invisibili. Sogni, costantemente proiettati nella mia immaginazione che non riescono a prendere forma, che non riescono a realizzarsi nel concreto. Nelle parole. In quelle parole che ho sempre cercato, che ho sempre avuto dentro di me; in qualche modo.

 Iniziare un nuovo percorso e chiudere una qualsiasi o qualsivoglia impegno passato,( in questo caso si tratta della chiusura del percorso universitario), per le nostalgiche come me, non è affatto facile. Quasi doloroso.

Ci sono persone che sono molto predisposte al cambiamento. Io no. :D

Ogni volta che devo iniziare dal principio una nuova avventura, diciamo così, mi blocco in una situazione di sospensione almeno per qualche settimana o mesi! SOSPENSIONE...che poi passa a RIFLESSIONE...e che approda nella DISPERAZIONE! (Oddio mio Grazia, smettila di scervellarti ovunque, anche mentre guardi un film o mentre fai la fila alla cassa del supermercato, o mentre vai a correre, in treno poi...posto preferito dei viaggioni mentali!)

Penso, penso, penso, penso continuamente ed è raro che io mi fermi, finché non riesco ad ottenere quello che mi sono prefissa. Cosa?
Un modo pratico, facile e veloce per Agire! Tutto e subito! Magaaaari!
Dopo questo lungo periodo di attuazione astratta del piano, se mi metto all' opera, lo faccio in maniera totalizzante per altrettante settimane o mesi.
La velocità con cui mi muovo e il mio iper attivismo confuso, unito alla pretesa e all' ostinazione di voler fare svariate cose insieme, indovinate un po' dove mi porta????
Ma certo, a sbagliare! Ecco cosa. Sbaglio tutto. Perchè?
 Perchè ingigantisco ogni benedetta cosa. Ingigantivo anche la gente prima, poi ho smesso fortunatamente: ma questa è un' altra storia. :D

"Io ottengo sempre quello che voglio!"  Azzitii con questa frase il bibliotecario reticente. Quando ad un soffio dalla laurea triennale, mi impediva di consultare un testo fondamentale per me.

Ebbene sì, ho sempre avuto le idee abbastanza chiare riguardo a quello che volevo fare. E l' ho fatto per tutti questi ventisei anni, anzi vent' anni avendo imparato a leggere a sei anni. Io ho studiato.
Non solo studiato, anche lavorato in realtà, ma il lavoro era mero esercizio fisico perchè la chiave del mio buon umore è stata rappresentata da un libro più che dalle persone che avevo intorno, talvolta.

Poi mi sono rassegnata al fatto di essere fatta in questo modo, che sono un po' fuori dalle righe, o fuori come un balcone fate voi!

Ma sapete quello che ho imparato, dopo aver collezionato un sacco di errori, che forse un giorno racconterò?
Ho definitivamente appreso che non posso proprio rinunciare ad essere me stessa solo perchè non mi posso definire, perchè non riesco a catalogarmi in quella o in quell' altra persona.

 Il proprio posto nel mondo è quello che ognuno di noi ha il compito (o la missione?) di trovare. E se per far ciò, si deve cadere, si deve sbagliare, arrivando a sbucciarsi un pezzo di cuore, cosa importa.
Sono ben contenta di farlo, poichè mi rende felice. Scrivere. Vivere.



Se avete osservazioni da fare o avete anche voi la mia stessa passione/ossessione per la scrittura (perchè se
non ti ossessione non è la passione giusta!) raccontatemi un po' del vostro mondo. #conosciamoci! :D

Grazia.






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