venerdì 3 giugno 2016

LA TENDENZA AL DOLORE.

Quando ero molto piccola non avevo paura di nulla. Da grande, invece, ho avuto paura di tutto.

Che cosa era, nell' adolescenza quella forte spinta distruttiva che coglieva la mia mente?

La predisposizione al dolore. Quell' assoluta sensibilità, attraverso la quale la tua mente e la tua anima entrano in conflitto e sentono le emozioni devastanti del mondo.

La tentazione del dolore, del rifugio, del crogiolarsi in acquitrini di deserti e cuori spenti. Per il solo gusto di annullarsi, per il solo gusto di non sentire. Peggio del dolore, c'è solo l' apatia.

Sentire il dolore è comunque avvertire qualcosa. Essere attraversata, essere ancora viva.

Chi ha scelto questo per noi? 
Dover azzittire le sensazioni. Dover filtrare i comportamenti. Fare tutto per bene, e soprattutto fare tutto. 
Soddisfare delle aspettative, girarsi indietro solo per scelta. Guardare in alto e accorgersi di essere talmente lontani dalla meta della consapevolezza di quello che vorremmo essere, che ci resta più vicino lo scenario dell restare indietro. La tentazione del dolore. Quella facilità con la quale ti spinge giù, verso l' oblio. La dimenticanza. Illudersi della serenità solo perchè ci si addormenta l' anima in ogni modo. Il non pensare, il non sentire, il non essere. Non parlare e non mangiare. 

L' adolescenza alle volte può anche regalarti tutto questo mare di interferenze affettive, ma sarà attraverso questo magma che si è forgiato il carattere. Va bene, stiamo parlando di me! Tendo a generalizzare, perchè accettare un monologo con un ipotetico lettore forse ancora non mi va.

Ho sentito spesso l' esigenza di raccontarmi, sin nei meandri dei miei più assurdi e iperbolici pensieri, ma poi mi sono resa conto di non essere talvolta comprensibile neppure a me stessa e mi sono fermata, tentata dall' oscuro vuoto, il silenzio. Poi mi sono detta che d'altronde non avrei avuto molto da perdere, ma che ad esprimerli tutti (quei strambi e iperbolici pensieri), qualcosa avrei risolto. Anche se non interessa a nessuno, io ho così decisamente scardinato quell' insostenibile tendenza al dolore. Che mi bloccava, come in un limbo. Che non mi permetteva di crescere e di dedicarmi più a me. 
Scrivere per me è catartico, l'ho gia scritto. Quindi al momento ha effetto solo se scandaglio dentro di me. Sarò un tantino pesante, non tratterò degli interessantissime news letterarie, ma questo blog mi serve per un mio personale spazio che sarei realmente felice di poter condividere con tante di voi. Ho pensato di caricare un mio breve video di presentazione nei prossimi giorni, per spaccare il ghiaccio e avere la vostra sincera opinione riguardo le cose che scrivo. Che ne pensate? Scrivete nei commenti cosa mi piacerebbe sapere della sottoscritta! 
Grazia Barnaba






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