giovedì 9 giugno 2016

Castelli di sabbia.(#socializziamo)

Questa è stata una settimana assurda. Quattro giorni in cui ho messo sveglie che mai avrei potuto conciliare con i miei soliti orari, se non al rovescio! Ho saltato pranzi e riposini pomeridiani. Trascurato le mie passioni, lasciato stare lo sport, trascurato l' apparenza! (Non è che di solito la curi granché, in sincerità, ma questa settimana sono arrivata a livelli di occhiaie mai visti prima, se non durante gli esami di maturità forse, dove credevo di star ad affrontare la tesi di dottorato in medicina!).

Diciamo che anche durante gli ultimi due anni, tranne l' anno sabbatico in Olanda post laurea triennale, mi sono vista nei panni della studentessa. Quello che sono sempre stata. Un ruolo, uno stile di vita se vogliamo che io ho spesso portato all' esasperazione, soprattutto negli ultimi due anni. 

Ho vissuto questa laurea Specialistica in Scienze dello Spettacolo, dopo il triennio in Lettere, Editoria e giornalismo, come un' opportunità. 
In realtà l' opportunità vera me l' hanno data l' ADISU  e il mio compagno. Fondi finanziari nel primo caso; fondi sentimentali, emotivi, di supporto, dal mio lui. Senza la sua fiducia non avrei intrapreso questa strada che mi ha portata a gioire di un corso che è stato sorprendente, pieno di nozioni ed emozioni. Professori stupendi, cinema arte, teatro, danza, spettacolo.
Ho capito, in questi due anni, che la comunicazione è la sola cosa che mi interessa fare. Mi sta stretta una tastiera alle volte perchè vorrei ridere, giocare scherzare con gli interlocutori che per caso inciampano nella mia pagina. 

Questi due anni, senza fiato, così veloci. Ho rincorso, sudato, imparato e conosciuto tantissime persone speciali e ho consolidato quel rapporto già viscerale con la città di Bari.

Sono rimasta attratta dallo splendore della città, dalla sua cattiveria quando ho visto la gente che soffriva. Mi ha regalato mille incontri con persone che probabilmente non vedrò mai più ( tranne quelle a cui ho chiesto il contatto social da brava stalker). Ma cosa ci posso fare? Fare amicizia è nella mia indole.

Quando arrivava l ' estate, da piccolissima, mia nonna mi portava con se nella sua casetta al mare. Ce ne stavamo tutte e due in quella spiaggetta a due passi da casa che a lei sembrava sicura e a me, invece, tanto grande e piena di cose affascinanti tutte da scoprire. Che curiosona/ficcanaso che ero e che sono! E che gran chiacchierona! Mia nonna non poteva distrarsi un attimo che l' attimo dopo dividevo giochini da mare e merendina con la bambina dell' ombrellone accanto. Allora mia nonna piombava dalla genitrice della piccola sventurata, ed imbarazzata mi ripescava di forza portandomi al nido. Serenamente la mamma della bambina diceva di lasciarmi stare che mi ero avvicinata sorridente e avevo detto tali parole: 

Ciao, come ti chiami? Io Grazia, giochiamo insieme?

Qui comprendo che ho sempre avuto quel bisogno forte di avere qualcuno a cui dire, qualcuno con cui esprimermi, che mi comprendesse e che fosse simile a me. Quella ricerca continua della parte che ci manca, la tendenza a sentirsi incompleti, perennemente presi dalla volontà di prendere senza dare.

Avrei dovuto intuirlo che la mia non sarebbe stata un' adolescenza come le altre, tranquilla e spensierata. Ma come poter prevedere le cose che accadranno? Non ci è possibile per fortuna, perderemmo totalmente la ragione di vita. 

Lasciate un commento qui sotto o un  +1, fatemi sapere se vi piacerebbero ancora post di questo tipo. O addirittura se voleste vedermi in un video presentazione. Vi attendo ragazzeeeee, a presto!

Grace.

2 commenti:

  1. I ricordi d'infanzia sono sempre belli perché leggendoli si trova se stessi.

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    1. vero,:D dai raccontami il tuo ricordo d' infanzia riguardo al mare <3

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