sabato 25 giugno 2016

IL MIO VIDEO PROVVISORIO

Ciao a tutti ragazzi,
quello di oggi sarà un post un tantino speciale perchè dopo aver molto, molto, molto titubato ho deciso di postare un video presentazione in prospettiva dell' apertura del mio canale che, come chi legge spesso sa, verrà aperto non appena finisco l' esame!
 Detto questo, bando alle ciance e passiamo subito al sodo!
Come avrete potuto notare io pubblico dei saggi e scrivo anche un po' per raccontarvi non solo dei grandi autori o dei vari libri che studio o leggo, ma anche per dare a tutto ciò un taglio personale. Ho sempre cercato un modo per canalizzare questo mio bisogno di condivisione e finalmente dopo diversi anni sono approdata in questa blog sfera. Approfitto per ringraziare tutte le blogger più esperte che ho contattato e che con pazienza hanno risposto alle mie domande ai miei dubbi. In particolar modo ringrazio  lalibridinosa e palledinevedico che con qualche parolina magica mi hanno dato la giusta carica per buttarmi in questo progetto.

Fatemi sapere cosa ne pensate! LASCIATE UN COMMENTO, UN PENSIERO, UNA CRITICA, QUEL CHE VI PARE.
Se volete ancora sapere, quello che combinerò nei prossimi post, rimanete sintonizzati e unitevi alla cerchia di lettori fissi. Non costa nulla. Vi lascio al MIO VIDEO PROVVISORIO!

video

venerdì 17 giugno 2016

SOLTANTO UNO.

Questi giorni sono davvero faticosi, non so se sia dovuto al primo caldo che echeggia da qualsiasi luogo o persona che mi passa accanto oppure all' ansia dell' ultimo esame che si avvicina.

Ebbene sì, l' ultimo. Che strana parola "ultimo". Sei lettere che bastano a chiudere un capitolo lungo quasi sette anni se escludiamo l' anno sabbatico in Olanda tra triennale e specialistica.

Diciamo che rientrare nel mood esame dopo averne superati chissà quanti, ho perso il conto fa strano. L' ultima tirata da tre esami in quattro giorni mi aveva fatto dimenticare alquanto il passaggio finale con l' esame di Linguistica generale, che chi frequenta Lettere conosce come esame abbastanza complesso, tant'è che è finito all' ultimo posto! Anche se in realtà devo ammettere che il programma mi ha allettata perchè si tratta di studiare la prosodia della lingua non solo italiana, ossia il suono, la musicalità del parlato. Il tono e il colore della voce che puo' essere usato in maniera significativa anche involontariamente. L' argomento mi incuriosisce perchè io sono una grandissima chiacchierona e adoro l' idea di poter parlare in pubblico, quindi questo esame mi aiuterà di certo nel capire le difficoltà e le contingenze tecniche del discorso.

Il sei luglio sarò libera. Libera dagli esami, libera di spendere il tempo nella lettura dei testi che sto affrontando per la tesi. Si tratta di Proust, se avete curiosato nelle rubriche nel menù orizzontale lo trovate un po' ovunque. La ricerca del tempo perduto è l' opera monumentale che ho sempre voluto leggere. Prima, non mi sentivo abbastanza pronta, adesso magari a ventisette anni, con una laurea già alle spalle il discorso è diverso. Non si tratta solo di sottolineare i passi più soavi di Proust, gli aforsimi. Si tratta di scandagliare a fondo un testo che ha per oggetto il tempo che è sempre stato chiodo fisso delle mie ricerche letterarie. Tutto questo elaborato in un percorso che porterà al Cinema, agli anni d' oro del cinema italiano. Come? Eh, lo scopriremo nei prossimi post!
 Non vedo l' ora di cominciare la tesi e magari dopo, se vi va, posso anche raccontarvi di che si tratta.

Questa è l' edizione che ho comprato un po' di tempo fa della BUR RIZZOLI, cofanetto in sette pratici e comodi volumi, per evitare di portarsi in giro le oltre 3000 pagine dell' opera.


Voi, di solito portate i libri con voi in giro???
 Io ne ho quasi sempre uno in borsa, nel caso in cui dovessi annoiarmi nel qualsivoglia posto.
Se avete domande da fare scrivete qualcosa qui sotto nei commenti, cercherò di rispondere al più presto.

Grazia B.

mercoledì 15 giugno 2016

Nessuna ricetta segreta.

Quando frequentavo le scuole medie, e il liceo devo ammettere di essere stata abbastanza sfigata. Gli altri ragazzi mi prendevano in giro per il mio aspetto e per il fatto che studiavo.

A distanza di quasi quindici anni dalla fine delle medie, rivedo le ragazze popolari di allora e mi chiedo che fine abbia fatto la loro popolarità? La loro fama? Il successo? E soprattutto dov' è il loro sorriso? La loro ricetta segreta?
 Assurdo quanto le situazioni si ribaltino. Il karma fa il suo gioco e tutto cambia in un attimo. ed Assurda è la vita. Sapete il detto che recita: "quel che semini raccogli"? Già, le cose bisogna guadagnarsele.

Tutto ciò che viene raggiunto in fretta è basato su qualcosa di finto o falso e costruito, appunto improvvisato ed è spesso destinato a crollare.
 La felicità? Vivere come tutti , essendo come nessuno. 

E se c'è ancora qualcuno che si illude che il fumo in faccia che ci lanciano i mass media con modelle in copertina, siano sintomo di una tanto agognata vita felice, si sbaglia di grosso. Invidiarle poi, ad esempio, è pura follia. Morire di fame ed essere sole nel profondo, seppur non nel concreto, non sono esattamente i miei canoni di felicità. La vita non può' essere scevra dalla sofferenza e che anzi: più dura sarà quella sofferenza giovanile, tanto più la frustrazione ci aiuterà ad emergere nei momenti di forte stress.
Non basarsi sulle volte in cui siamo cadute, ma guardare come poi abbiamo avuto la perseveranza di rimetterci in piedi, quello ci fortifica. La vita facile del "tutto e subito" è solo una pura chimera, un' illusione.
Le felicità e i successi reali si fanno attendere e si costruiscono con molta fatica e molto, molto lentamente, giorno dopo giorno dopo giorno. Lo dicono anche i giornali e i settimanali di moda e costume:
              dietro ad una grande donna c'è un' adolescenza di merda.

Quindi se siete in quella fase, non sprecate inteligenza ed energia nel mortificare ancor di più voi stesse pensando a quanto faccia schifo la vostra vita oggi, ma cambiate il segno ai pensieri e fantasticate su quanto sarà meravigliosa la vostra vita domani.

Grazia B.

lunedì 13 giugno 2016

GENESI E TRANSIZIONE.(#conosciamoci)

  Bentrovate Ragazze!
Comincio questa settimana all' insegna dell' energia e del buon umore stranamente, anche perchè peggio della scorsa settimana dubito possa andare. Sto ricaricando le energie per l' ultima tornata di esame/tesi di laurea e sono concentrata molto su quello, quindi mi rendo conto di far fatica a stare dietro al contenuto e alla forma vera che vorrei dare a questo blog che in piccolo rappresenta un po' tutto il mio mondo interiore. Mi sono approcciata da poco al web e quindi faccio giornalmente scoperte incredibili apprezzando e ammirando l' impegno e la costanza che molte blogger mettono nel loro lavoro. Sì, lavoro ho utilizzato questo termine proprio perchè di questo si tratta. Qualsiasi sia l' oggetto del contenuto di un blog, dal più profondo al più leggero, comporta lavoro, tempo e denaro  quindi sto cercando di interrogarmi per capire in che direzione voglio andare, cosa voglio davvero fare.
Quando ho aperto la pagina facebook di questo blog era il 2009 e non avevo ancora superato un problema che ha costellato la mia adolescenza. Anoressia nervosa sentenziò lo psicanalista.
Fortunatamente da ben tre anni posso dire di essere tornata alla vita, una nuova vita che mi lancia spensierata nel mondo adulto e mi fa sentire libera e felice come non mi sono mai sentita prima.

Ad ora sto bene, o meglio sto male ma sto male come tutti, citando una delle mie autrici preferite , Michela Marzano e quindi ho cercato di dare, con la pagina, (e inizialmente con un micro blog che allora avevo su libero.it ) un conforto e una speranza alle ragazze che non riuscivano a venire a capo di un mostro nero come quello che puo' essere l' ospite inquietante citando Galimberti del nichilismo dei DCA(Disturbi Del Comportamento Alimentare).

 Quando mi sono resa di conto di esserne davvero fuori e di aver scardinato il sintomo con una forza graduale, ma costante, forte, ma lenitiva, ho capito che non avrei potuto tenere tutta per me questa gioia che mi esplodeva dentro, quella gioia di vita, di felicità di emozioni. Quella fame di amore che chiunque conosce. L' esigenza delle parole, dell' abolizione del non detto, della chiarezza che scruta nella sofferenza. Ecco nascere allora questo sito, il mio blog.

In questo brevissimo tempo ho potuto già interagire e conoscere molte di voi che come me hanno la passione per la lettura e per la scrittura. Persone meravigliose che adoperano il loro tempo per dare un servizio e un prodotto impeccabile ad un fruitore qualsiasi, quale quello del web, che è libero da qualsiasi raccomandazione o clientelismo perchè internet ha di bello il fatto di essere un libero mercato. La visibilità, certo conta. Ma anche arrivare a 1 o 2 o 10 , 20 , 30, 300, 5000 o 1 milione di persone cosa cambia. Quello che conta è trasmettere qualcosa all' altro, perchè io credo che non siano tanto i numeri quelli che contano, ma lì autenticità di quello che si scrive o si dice.

Transizioni. Parola dominante nella mia vita e anche questa idea della Gabbia d' oro, questo blog e il sito stesso hanno subito diverse trasformazioni nel corso degli anni, proprio come sono cambiata io.
La trasformazione nasce dall' esigenza di modificare qualcosa. Un bisogno di essere qualcos' altro. Un pensiero fisso che non ti lascia.
La gabbia d' oro online, su youtube,sarebbe davvero un sogno che si realizza per me.

Avrò la forza di andare oltre il possibile giudizio della gente?
Saprò inseguire quello che realmente mi rende felice e non solo quello che è giusto fare?
Vedremo.

Grazia.B.

Lasciate un commento.
Come avete cominciato e da dove è nata per voi l' idea del blog se ne avete uno. Oppure, se state pensando di aprirlo, quali sono i dubbi che avete? #conosciamoci.





giovedì 9 giugno 2016

Castelli di sabbia.(#socializziamo)

Questa è stata una settimana assurda. Quattro giorni in cui ho messo sveglie che mai avrei potuto conciliare con i miei soliti orari, se non al rovescio! Ho saltato pranzi e riposini pomeridiani. Trascurato le mie passioni, lasciato stare lo sport, trascurato l' apparenza! (Non è che di solito la curi granché, in sincerità, ma questa settimana sono arrivata a livelli di occhiaie mai visti prima, se non durante gli esami di maturità forse, dove credevo di star ad affrontare la tesi di dottorato in medicina!).

Diciamo che anche durante gli ultimi due anni, tranne l' anno sabbatico in Olanda post laurea triennale, mi sono vista nei panni della studentessa. Quello che sono sempre stata. Un ruolo, uno stile di vita se vogliamo che io ho spesso portato all' esasperazione, soprattutto negli ultimi due anni. 

Ho vissuto questa laurea Specialistica in Scienze dello Spettacolo, dopo il triennio in Lettere, Editoria e giornalismo, come un' opportunità. 
In realtà l' opportunità vera me l' hanno data l' ADISU  e il mio compagno. Fondi finanziari nel primo caso; fondi sentimentali, emotivi, di supporto, dal mio lui. Senza la sua fiducia non avrei intrapreso questa strada che mi ha portata a gioire di un corso che è stato sorprendente, pieno di nozioni ed emozioni. Professori stupendi, cinema arte, teatro, danza, spettacolo.
Ho capito, in questi due anni, che la comunicazione è la sola cosa che mi interessa fare. Mi sta stretta una tastiera alle volte perchè vorrei ridere, giocare scherzare con gli interlocutori che per caso inciampano nella mia pagina. 

Questi due anni, senza fiato, così veloci. Ho rincorso, sudato, imparato e conosciuto tantissime persone speciali e ho consolidato quel rapporto già viscerale con la città di Bari.

Sono rimasta attratta dallo splendore della città, dalla sua cattiveria quando ho visto la gente che soffriva. Mi ha regalato mille incontri con persone che probabilmente non vedrò mai più ( tranne quelle a cui ho chiesto il contatto social da brava stalker). Ma cosa ci posso fare? Fare amicizia è nella mia indole.

Quando arrivava l ' estate, da piccolissima, mia nonna mi portava con se nella sua casetta al mare. Ce ne stavamo tutte e due in quella spiaggetta a due passi da casa che a lei sembrava sicura e a me, invece, tanto grande e piena di cose affascinanti tutte da scoprire. Che curiosona/ficcanaso che ero e che sono! E che gran chiacchierona! Mia nonna non poteva distrarsi un attimo che l' attimo dopo dividevo giochini da mare e merendina con la bambina dell' ombrellone accanto. Allora mia nonna piombava dalla genitrice della piccola sventurata, ed imbarazzata mi ripescava di forza portandomi al nido. Serenamente la mamma della bambina diceva di lasciarmi stare che mi ero avvicinata sorridente e avevo detto tali parole: 

Ciao, come ti chiami? Io Grazia, giochiamo insieme?

Qui comprendo che ho sempre avuto quel bisogno forte di avere qualcuno a cui dire, qualcuno con cui esprimermi, che mi comprendesse e che fosse simile a me. Quella ricerca continua della parte che ci manca, la tendenza a sentirsi incompleti, perennemente presi dalla volontà di prendere senza dare.

Avrei dovuto intuirlo che la mia non sarebbe stata un' adolescenza come le altre, tranquilla e spensierata. Ma come poter prevedere le cose che accadranno? Non ci è possibile per fortuna, perderemmo totalmente la ragione di vita. 

Lasciate un commento qui sotto o un  +1, fatemi sapere se vi piacerebbero ancora post di questo tipo. O addirittura se voleste vedermi in un video presentazione. Vi attendo ragazzeeeee, a presto!

Grace.

mercoledì 8 giugno 2016

SENZA FARE SUL SERIO. (#conosciamoci)

Mi sono accorta che avere sempre da dire non è poi un male.
Mi sono resa conto che dopo i venticinque anni, fai pace con un bel po' di cose, che prima reputavi strane di te. Ho visto che non sono poi così terribile.
Ho superato il continuo terrore di essere banale o normale, per non scadere nella mediocrità.
Non pensavo davvero che sarebbe mai accaduto. Quella chiusura mentale e selettiva che era una solida difesa. Solo uno scudo. Solo una maschera. Una delle tante.
Mi sono accorta, negli anni di essere stata di tutto, chiunque. Nessuno?
Sì dai e citiamolo Piandello: Uno, nessuno e centomila! aaah mi sento meglio.

Ogni giorno che passa mi riconosco sempre di più nelle parole che scrivo. Pare che il sipario sia calato e con esso anche il mio squallore nei confronti della vita vera. Non è poi così male vivere, anzi! Attaccata alla vita forse anche più di chi non ha mai avuto il timore di non esserne degno.

Io qui non volevo affatto scrivere di me e mi ritrovo a non fare altro.

Ecco che il mio razionalismo cede un' altra volta. (Della prima volta che ha ceduto, non so se riuscirò mai a parlarvene! ). Avrei voluto impostare il tutto come una serie di scientifici e meravigliosi asettici saggi letterari o filosofici e sono qui a martellare i tasti del pc, felice di tornare, nonostante le quindici ore di studio, solo per parlare di me. Nonostante tutto.

Seguire l' istinto fa bene?

Quanto è vero, che nella vita ci si ritrovare a fare tutto quello che non si sarebbe mai pensato di fare.
Quando io, "qualche" anno fa, non ero in grado nemmeno di alzare lo sguardo che veniva inquadrato, spietato, dallo specchio.
Non ero in grado di sorridere, di amare, non ero in grado di vivere fino in fondo.

Ho letto di una ragazza che aveva, al contrario di me, il problema di non riuscire a smettere di giocare, di ridere, di gioire, di vivere in maniera spensierata. Allora là ho realizzato inanzitutto di avere il problema opposto; che rare volte invece son riuscita a lasciarmi totalmente andare. Rare volte in cui non ho preso seriamente qualcosa. Quindi questo blog vorrei prenderlo così, alla leggera.
  Senza fare sul serio, citando il titolo della canzone di Malika Ayane. Quella canzone ad esempio,  all' inizio non la sopportavo. E poi invece, ho ascoltato il testo e me ne sono innamorata.

Ascoltarsi davvero dall' interno, spogliandosi di tutti i super io sociali, degli imperativi categorici sociali, del senso del dovere personale ancora adesso mi costa una grande fatica. Ma ho imparato ad darmi retta, a fidarmi e a non perdere più l' attimo sfocato della felicità quando si presenta, senza fare sul serio.

Aspetto qualche vostra impressione qui sotto nei commenti! ;)

Grazia.

martedì 7 giugno 2016

SENZA FILTRO.

Sorretto il peso del risveglio mattutino, dopo i postumi di una serata? Maaagari! Dopo i postumi di un altro esame, ebbene sì! Che sfigata. Ho affrontato l' ennesima giornata alla volta della city per cercare di portare a casa i benedetti cfu che l' esame ahimè procura. Cfu poi propedeutici, sempre ahimè, alla benedetta Laurea. Mammia mia come sono noiosa in questo periodo con questa solfa degli esami.

Sopportiamo, sono gli ultimi: lo sento dire continuamente dai miei familiari, amici, fidanzato compreso. 

La giornata, non nego che è stata impegnativa, ma mai come l' alone di pietas che sgocciolava su me e altri miei colleghi universitari, ieri sera,quando alle 19.40 il tipo dell' Università, nei corridoi, spegneva tutte le luci, con noi ancora in attesa di sostenere il nostro fantastico esame.

Ecco perchè bisogna sostenere il peggio, perchè così la sveglia alle sei con la previsione di una giornata faticosa costellata da almeno una dozzina di imprevisti inattesi, che regolarmente accadono durante il giorno del tuo esame, (brufoli, cicli imprevisti, gastriti e mal di denti vari; che io mi chiedo come fanno a sapere che è quel giorno l' esame per manifestarsi??) ci sembrerà nulla!

Faccio sempre così quando devo andare ad un esame, la sveglia almeno due o tre ore prima della solita sveglia messa per andare, invece, a lezione. 
Infatti stamattina il mio compagno, sentendosi chiamare già da orari sconsideratamente acerbi, mi ha domandato se fosse davvero il solito treno che avrei dovuto prendere o mi preparavo per il pluriscalo internazionale di qualche stazione trans-nazionale. Al che, una volta rassicuratolo, spiegandogli che rimanevo per lo meno fisicamente in Italia e che la Francia era solo l' oggetto dell' esame si è tranquillamente rimesso a dormire, ignorando la mia povera, paurosa, assurda ansia pre esame.
 Ma io mi chiedo: come diavolo farò senza di lei, dopo tutti questi anni insieme, dato che dopo domani terrò il mio penultimo esame ?
Non ho nulla da temere, credo; perchè io, un modo per complicarmi l' esistenza, lo trovo sempre!

Dicevo nel post precedente che ti attanaglia la vertigine quando stai per compiere delle scelte, finito un percorso di studi ed io mi trovo un po' così. Con mille progetti ed idee che mi entusiasmano tantissimo nella testa, e una vena di sano pessimismo che fa sfiorare, per lo meno se non fissare, i piedi per terra per non perdere il contatto con la realtà visto e considerato che so perfettamente che le cose non accadono per miracolo a chiunque smanettando su una piattaforma social o su un blog.

 Non mi aspetto nulla, mai. 
Non lascio stare, mai. 
Due capisaldi del mio agire. Quindi mi aggiro nei meandri del dubbio e dell' incertezza cambiando abbastanza spesso idea sul da farsi. Cambio idea, sempre e continuamente. Ma poi chi non lo fa?

Quando ho scritto: 

Se ti rende felice è la cosa giusta.

Mi riferivo all' approccio nella scelta, Perché scegliere quello che si ama poi premia sempre, anche se sembra un obiettivo impossibile. Anche se ci sembra di dover scalare mare e monti per poterla prendere, afferrare leggermente o intravederla da lontano. 

Nel commento del post di ieri si parlava di tensione e di ricerca di sè. Sono questi i campi di indagine che ci permettono di variegare il nostro quotidiano che talvolta si presenta triste, talvolta banale o duro e faticoso. La ricerca e la continua voglia di imparare da qualsiasi fonte. Scoprire sè attraverso il confronto, o anche scontro come avviene sempre nel mio caso, perchè a causa del mio caratteraccio mi ritrovo spesso a scontrarmi con la gente, perchè sono senza filtro e questo non sempre viene compreso. In un mondo in cui esistono una multitudine di canali e modi possibili di dire la propria, gli altri sono tutti troppo presi nel loro essere protagonisti per poterti ascoltare o semplicemente rispettare le richieste indirette degli altri.
Non sto tanto a riflettere sulle conseguenze che quello che dirò avrà sull' immagine di me che gli altri si fanno osservandomi. Ho delle reazioni esplosive perchè non mi piace essere ipocrita, nel rispetto individuale; io rispetto la libertà dell' altro che termina quando comincia la mia, quindi se prendo la parola e solo per impedire che tale infrazione avvenga. 

Sono senza filtro, lo ripeto. Parlo decisamente troppo, lo so. 
Credo fermamente che la libertà vera delle persone sia determinata dalla singolare capacità individuale di sublimare la tensione alla vita che si sprigiona ogni qualvolta ci pare di sentirci vivi, felici, pieni. 


La libertà, freedom, che tanto decantiamo con hashtag e post vari sui social, non è l' autodistruzione, ma la personalità che mostriamo (insomma avere gli attributi sotto, scusate la volgarità!) seppur diversa o normale, comune o speciale direbbe De Andrè. 
Conta quanto sentiamo, contano la pelle e il cuore. Nient' altro.


Lasciate un commento qui. Fatemi sapere cosa ne pensate.

Grazia.





domenica 5 giugno 2016

OGNI VOLTA CHE HO SBAGLIATO. (#conosciamoci)


I pensieri, i miei pensieri, spesso corrono molto più delle parole. Compaiono lenti nella mente e costruiscono castelli immensi, irrealizzabili, invisibili. Sogni, costantemente proiettati nella mia immaginazione che non riescono a prendere forma, che non riescono a realizzarsi nel concreto. Nelle parole. In quelle parole che ho sempre cercato, che ho sempre avuto dentro di me; in qualche modo.

 Iniziare un nuovo percorso e chiudere una qualsiasi o qualsivoglia impegno passato,( in questo caso si tratta della chiusura del percorso universitario), per le nostalgiche come me, non è affatto facile. Quasi doloroso.

Ci sono persone che sono molto predisposte al cambiamento. Io no. :D

Ogni volta che devo iniziare dal principio una nuova avventura, diciamo così, mi blocco in una situazione di sospensione almeno per qualche settimana o mesi! SOSPENSIONE...che poi passa a RIFLESSIONE...e che approda nella DISPERAZIONE! (Oddio mio Grazia, smettila di scervellarti ovunque, anche mentre guardi un film o mentre fai la fila alla cassa del supermercato, o mentre vai a correre, in treno poi...posto preferito dei viaggioni mentali!)

Penso, penso, penso, penso continuamente ed è raro che io mi fermi, finché non riesco ad ottenere quello che mi sono prefissa. Cosa?
Un modo pratico, facile e veloce per Agire! Tutto e subito! Magaaaari!
Dopo questo lungo periodo di attuazione astratta del piano, se mi metto all' opera, lo faccio in maniera totalizzante per altrettante settimane o mesi.
La velocità con cui mi muovo e il mio iper attivismo confuso, unito alla pretesa e all' ostinazione di voler fare svariate cose insieme, indovinate un po' dove mi porta????
Ma certo, a sbagliare! Ecco cosa. Sbaglio tutto. Perchè?
 Perchè ingigantisco ogni benedetta cosa. Ingigantivo anche la gente prima, poi ho smesso fortunatamente: ma questa è un' altra storia. :D

"Io ottengo sempre quello che voglio!"  Azzitii con questa frase il bibliotecario reticente. Quando ad un soffio dalla laurea triennale, mi impediva di consultare un testo fondamentale per me.

Ebbene sì, ho sempre avuto le idee abbastanza chiare riguardo a quello che volevo fare. E l' ho fatto per tutti questi ventisei anni, anzi vent' anni avendo imparato a leggere a sei anni. Io ho studiato.
Non solo studiato, anche lavorato in realtà, ma il lavoro era mero esercizio fisico perchè la chiave del mio buon umore è stata rappresentata da un libro più che dalle persone che avevo intorno, talvolta.

Poi mi sono rassegnata al fatto di essere fatta in questo modo, che sono un po' fuori dalle righe, o fuori come un balcone fate voi!

Ma sapete quello che ho imparato, dopo aver collezionato un sacco di errori, che forse un giorno racconterò?
Ho definitivamente appreso che non posso proprio rinunciare ad essere me stessa solo perchè non mi posso definire, perchè non riesco a catalogarmi in quella o in quell' altra persona.

 Il proprio posto nel mondo è quello che ognuno di noi ha il compito (o la missione?) di trovare. E se per far ciò, si deve cadere, si deve sbagliare, arrivando a sbucciarsi un pezzo di cuore, cosa importa.
Sono ben contenta di farlo, poichè mi rende felice. Scrivere. Vivere.



Se avete osservazioni da fare o avete anche voi la mia stessa passione/ossessione per la scrittura (perchè se
non ti ossessione non è la passione giusta!) raccontatemi un po' del vostro mondo. #conosciamoci! :D

Grazia.






venerdì 3 giugno 2016

LA TENDENZA AL DOLORE.

Quando ero molto piccola non avevo paura di nulla. Da grande, invece, ho avuto paura di tutto.

Che cosa era, nell' adolescenza quella forte spinta distruttiva che coglieva la mia mente?

La predisposizione al dolore. Quell' assoluta sensibilità, attraverso la quale la tua mente e la tua anima entrano in conflitto e sentono le emozioni devastanti del mondo.

La tentazione del dolore, del rifugio, del crogiolarsi in acquitrini di deserti e cuori spenti. Per il solo gusto di annullarsi, per il solo gusto di non sentire. Peggio del dolore, c'è solo l' apatia.

Sentire il dolore è comunque avvertire qualcosa. Essere attraversata, essere ancora viva.

Chi ha scelto questo per noi? 
Dover azzittire le sensazioni. Dover filtrare i comportamenti. Fare tutto per bene, e soprattutto fare tutto. 
Soddisfare delle aspettative, girarsi indietro solo per scelta. Guardare in alto e accorgersi di essere talmente lontani dalla meta della consapevolezza di quello che vorremmo essere, che ci resta più vicino lo scenario dell restare indietro. La tentazione del dolore. Quella facilità con la quale ti spinge giù, verso l' oblio. La dimenticanza. Illudersi della serenità solo perchè ci si addormenta l' anima in ogni modo. Il non pensare, il non sentire, il non essere. Non parlare e non mangiare. 

L' adolescenza alle volte può anche regalarti tutto questo mare di interferenze affettive, ma sarà attraverso questo magma che si è forgiato il carattere. Va bene, stiamo parlando di me! Tendo a generalizzare, perchè accettare un monologo con un ipotetico lettore forse ancora non mi va.

Ho sentito spesso l' esigenza di raccontarmi, sin nei meandri dei miei più assurdi e iperbolici pensieri, ma poi mi sono resa conto di non essere talvolta comprensibile neppure a me stessa e mi sono fermata, tentata dall' oscuro vuoto, il silenzio. Poi mi sono detta che d'altronde non avrei avuto molto da perdere, ma che ad esprimerli tutti (quei strambi e iperbolici pensieri), qualcosa avrei risolto. Anche se non interessa a nessuno, io ho così decisamente scardinato quell' insostenibile tendenza al dolore. Che mi bloccava, come in un limbo. Che non mi permetteva di crescere e di dedicarmi più a me. 
Scrivere per me è catartico, l'ho gia scritto. Quindi al momento ha effetto solo se scandaglio dentro di me. Sarò un tantino pesante, non tratterò degli interessantissime news letterarie, ma questo blog mi serve per un mio personale spazio che sarei realmente felice di poter condividere con tante di voi. Ho pensato di caricare un mio breve video di presentazione nei prossimi giorni, per spaccare il ghiaccio e avere la vostra sincera opinione riguardo le cose che scrivo. Che ne pensate? Scrivete nei commenti cosa mi piacerebbe sapere della sottoscritta! 
Grazia Barnaba






mercoledì 1 giugno 2016

UNA CHIAVE DI LETTURA.


Ho cominciato a scrivere su questo blog quasi per caso e adesso non riesco a farne a meno.
L' idea di partenza non mi era tanto chiara, ma poi ogni cosa nasce per caso. Si manifesta da sè. Ho già conosciuto un bel po' di ragazze con la mia stessa passione, con la mia storia: simile.
L' esigenza di potersi esprimere è viscerale. Nasce con l' impossibilità della incomunicabilità. Per quanto possiamo essere forti, ognuno di noi cerca la sua valvola di sfogo e cerca comprensione.

Non  conosco molte persone che hanno le mie stesse passioni. Sono poche, pochissime qui dove vivo io. Forse perchè non sono altro che una provinciale, forse perchè ho la mente complessa, ma difficilmente mi piace qualcuno. Sono diffidente. Diffidente senza motivo. Diffidente a priori. Invece il blog e tutta la cerchia ha davvero rafforzato in me la stima verso il genere umano. Che tante ragazze o ragazzi qui si impegnano per diffondere la cultura o comunque lasciare una traccia di se stesse nel mondo. Sarà perchè mi diverto con poco, come dicono di me le mie sorelle, ma io mi sorprendo ancora delle  eccezioni. E mi emoziono, sì. Traccio un filo trasparente tra me e loro, traccio ponti invisibili con chi nemmeno conosco solo perchè ne apprezzo il lavoro, ne stimo la persona. La sensibilità di sentire continuamente il dolore altrui. L' importanza della chiarezza. Sono tutte caratteristiche che io riscontro in tante ragazze qui che scrivono. Ed è la mia chiave di lettura. Quell' empatia nel sentire le emozioni degli altri ed esaltarle e farle esplodere con le mie che mi fa sentire viva. Perchè per me scrivere è come respirare. Vivere senza la scrittura mi appassirebbe dall' interno. Mi renderebbe vuota.

Se c'è qualcosa che il passato mi ha insegnato è che alla fine restare se stessi è la cosa migliore. Sembrerà banale, ma non lo è.
In questa community, su questo blog io sono me stessa e spero di conoscere ancora tante persone che mi regalino tutte le sensazioni che ho avvertito fin ora.

Ieri ho guardato il film "Alice attraverso lo specchio" e mi ha colpito molto questa frase
"non posso cambiare il passato, ma posso imparare dal passato"

Detto questo, che dire? Fatevi avanti!!!! lasciatemi una frase un pensiero, un traccia qui sotto nei commenti!!!!!

Grazia Barnaba.