martedì 10 maggio 2016

QUANDO IL "MIO" TRENO HA FISCHIATO.

Sono veramente poche le volte in cui mi concedo di arrabbiarmi seriamente, questo perchè poi sto male tutto il giorno. Odio arrabbiarmi e far valer le mie ragioni alzando la voce.

 Sono la Signorina DolceMiele per il novanta per cento del mio tempo che comporti un contatto sociale, ma non sopporto chi- senza conoscermi- giudica o, peggio, offende. Questo è l' idiozia di Facebook che permette a chiunque e ripeto a chiunque di interagire con chiunque, anche se non si è concessa la fantomatica amicizia. Ci si può proteggere con le impostazioni sulla privacy, provvedimento che ho già abbondantemente preso. Nulla di stolto appare sulla mia bacheca grazie alla pulizia dei contatti e il fantastico tasto: non seguire più, che ti permette di non cancellare il contatto, ma di evitare che le scemenze altrui appaiano sulla tua bacheca.

Quello che non si può' impedire ahimè è la sfacciataggine e la maleducazione. Purtroppo, portare le persone allo sfinimento con modi apparentemente gentili, ma con un fine offensivo è la particolarità dei meno dotati intellettualmente.

 Quindi io vi chiedo: fare finta di niente o arrabbiarsi?

 Nel primo caso lascio prevalere il raziocinio e attuo la tecnica del silenzio: molto utile appresa negli anni; oppure sbotto e dico quello che penso non solo io, ma tutto il genere umano che si rispetti avrebbe da ridire, quando l' idiozia insulta, anche se sottilmente, il cervello.

 Il problema però è uno.
Come mai, se la reazione della stra-grande maggioranza delle persone sarebbe quella di mandare a quel paese, ergo di arrabbiarsi contro colui che offende, quasi tutti optano per una quasi oserei dire omertosa disgustosa  e falsa tolleranza?

La risposta è nel mio titolo. Quando Pirandello scriveva queste parole cercava proprio di esprimere il suo disagio nei confronti del dover trattenere tutto per il quieto vivere, descrive proprio quel buon costume della tolleranza che come l acqua cheta che rompe i ponti contamina la nostra gente e poi tutta la nostra società.

Il mio treno ha fischiato oggi e anche se porterò a casa un mal di testa e un po' di mal di pancia sono felice di essere viva e di dire quello che penso.

Ma a me non importa di quello che dicono gli altri, si giustificheranno i più pacati.
 Questa è la frase più falsa che possa esserci perchè essendo inseriti in un tessuto sociale gli altri e quello che pensano ci riguardano eccome, ma nessuno si preoccupa di dar forma a questo "altri". Sono tutti interessati solo a portare acqua al proprio mulino possibilmente affossando il prossimo.

 Sapete cos' è strano? Che questo non è cinismo, sarebbe bello se lo fosse, sarebbe almeno qualcosa di vero. Questo è semplice egoismo travestito da falsità e buone maniere.

Grazia Barnaba

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