giovedì 26 maggio 2016

Marcel Proust.



ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO.



Memoria volontaria e involontaria.

La scena della madeleine. Siamo alle prese con la memoria involontaria che fa riemergere «un mondo intero da una tazza di te». Perché casualmente il Narratore accetta una tazza di te dalla madre e «vi intinge uno di quei dolci corti e paffuti, a forma di conchiglia, chiamati petite madeleines» (Raboni).
Nella nota all'edizione Mondadori, Alberto Beretta Anguissola, ricorda come Gérard Genette abbia evidenziato in Figures III come «i meccanismi della memoria e del racconto siano in Proust attivati dalla collaborazione dei nessi di anaolgia (che si esprimono attraverso metafore) e di contiguità (metonimie). Questo secondo tipo di associazioni non è meno importante del primo: solo grazie ad esse da una tazza di tè può rinascere un'intera città e può così mettersi in moto il romanzo».

-- Ma nello stesso istante in cui il liquido al quale erano mischiate le briciole del dolce raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me.--

In questa sezione è presente uno degli episodi più famosi del libro, quello in cui il protagonista, dopo aver imbevuto nel tè una madeleine, ricorda come egli era solito mangiarne da piccolo la domenica mattina prima della messa. È stato proprio durante la celebre scena della madeleine che l'eroe, in un periodo molto più tardo rispetto alla narrazione principale di "Combray", che vivrà la sua prima esperienza di memoria involontaria (le altre seguiranno ne Il tempo ritrovato).

Appena riconosciuto il sapore del pezzo di madeleine imbevuto nel tè caldo che una volta, molti anni addietro, era d'uso preparargli sempre la zia quando si trovavano a Combray, intere sezioni di memoria cominciano a venire a galla "proprio come nel giuoco in cui i giapponesi si divertono a mettere in ammollo in una ciotola di porcellana piena d'acqua piccoli pezzi di carta i quali, fino ad allora rimasti indistinti, cominciano a prender forma diventando fiori, case, personaggi coerenti e riconoscibili".


L'autore si dedica poi alla storia della vita della famiglia del Narratore, della sua servitù e dell'intera popolazione di Combray, con la conseguente pittura di personaggi umoristici (lo snobismo dell'ingegnere Legrandin, la crudeltà di Françoise nei confronti della giovane sguattera delle cucine ecc.)

Nessun commento:

Posta un commento