giovedì 7 aprile 2016

My work in progress.

Pensavo che la paura più grande di uno scrittore fosse quella di rimanere senza parole. 
Se mancano le parole non c'è pensiero, non c'è immaginazione che tenga. Vacillare nel buio del silenzio con il magone alla gola e lo sguardo perplesso.

Cominciare una storia, credo non sia affatto facile ed è forse per questo che non ho mai voluto cimentarmi nei racconti, nei romanzi nei plot da ideare. Perchè?
Il saggio come spazio mi bastava, ed anzi, talvolta per me era anche troppo.

Dall' esigenza di creare una storia: solo così nasce un buon libro.
Lo  avevo scritto tempo fa,proprio perchè osservavo e sentivo  spontaneo col tempo, con gli anni la mia necessità crescere. Confermo che non mi sbagliavo. Oggi, stasera, adesso più che mai ho scoperto che è quando uno scrittore rimane per un po' di tempo senza parole che decide di manifestarsi. Un po' per timidezza, o(perchè no?) per vanto, contempla senza gioia l' aurora della sua prima volta.
Grazia Barnaba

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