martedì 19 aprile 2016

Bombardati dalle parole.


Siamo continuamente bombardati da parole. Sui Social, in tv, in radio, per strada o al bar, a fare la spesa, in treno, in autobus, anche a teatro e al cinema.

Perchè nessuno accetta di starsene zitto in silenzio quando è il caso? (La mattina alle 8 in treno ad esempio, quando l' occhio mezzo aperto e mezzo chiuso suggerisce una non completa propensione alla parola, a prima mattina! Comincio ad amare le scritte nei treni olandesi: silence; che stupidamente avevo additato come ostacoli alla socializzazione, invece no! serve il silenzio la mattina in treno cazzo!)
E poi invece, non spiaccicano parola quando subiscono torti o ingiustizie...
Questo lo trovo completamente assurdo. 

Al posto di blaterare continuamente senza un senso e senza un motivo, impariamo dal silenzio ad uscire la voce ( e le palle, scusate il gergo), per far valere i nostri diritti.

Siamo in un paese che non riesce a raggiungere un quorum nemmeno quando si tratta del bene delle proprie vite e delle vite dei propri figli.

Ma vuoi mettere, sbraitare nel treno alle otto e cinque mentre tu cerchi di svegliarti?
Mondo ingiusto.

Grazia Barnaba

giovedì 7 aprile 2016

My work in progress.

Pensavo che la paura più grande di uno scrittore fosse quella di rimanere senza parole. 
Se mancano le parole non c'è pensiero, non c'è immaginazione che tenga. Vacillare nel buio del silenzio con il magone alla gola e lo sguardo perplesso.

Cominciare una storia, credo non sia affatto facile ed è forse per questo che non ho mai voluto cimentarmi nei racconti, nei romanzi nei plot da ideare. Perchè?
Il saggio come spazio mi bastava, ed anzi, talvolta per me era anche troppo.

Dall' esigenza di creare una storia: solo così nasce un buon libro.
Lo  avevo scritto tempo fa,proprio perchè osservavo e sentivo  spontaneo col tempo, con gli anni la mia necessità crescere. Confermo che non mi sbagliavo. Oggi, stasera, adesso più che mai ho scoperto che è quando uno scrittore rimane per un po' di tempo senza parole che decide di manifestarsi. Un po' per timidezza, o(perchè no?) per vanto, contempla senza gioia l' aurora della sua prima volta.
Grazia Barnaba