martedì 8 marzo 2016

L' ARGOMENTO DEL GIORNO.

Ci sono parole che a seconda dei giorni, qualcuna di noi donne mai vorrebbe sentirsi dire.
Come ad esempio: "stai calma", quando sei arrabbiata, "stai zitta": quando stai sbraitando diecimila P.A.M.(Parole Al Minuto), "auguri": il giorno della Befana.

Poi ci sono io che odio tutti durante il giorno dell' otto marzo, puntualmente ogni anno da quando...ehm...da quando ho cominciato a pensare? Credo di si, avevo quattro anni e scaraventai giù dall' auto le mimose ricevute da mia madre perchè:- Puzzano-, dicevo.

Stamattina chiaramente la valanga degli auguri.
Esordisce il primo:
-Auguri., donna. Come festeggi oggi?-
Ed io ? Annuisco ed evaporo.
- Avrà le cuffie e non sente-.
 Avrà pensato l' ignaro conoscente.

Invece no. 

La reazione di indifferenza non era per le cuffie, ma perchè per me non ha senso scambiare una commemorazione con una festa. Perchè si è sempre trattato di questo. Un giorno in memoria delle povere operaie morte, e che diamine! Già per la mia logica è ridicolo istituire le giornate dedicate a... qualsiasi cosa ;é stupido,okay, ma non mi ritraggo  perchè posso concepire il valore della memoria e del ricordo e dell' importanza di non dimenticare.

Spiego subito che questo è il mio punto di vista e che è lungi da me giudicare in qualiasi accezione chi per tale augurio in tale giorno è felice e si esalta!
 Io no.
Sono altre le cose per cui festeggio, perchè si tratta di dare il giusto significato alle parole.
Se sorrido a taluni e perchè comprendo che non posso sottoporre il resto del mondo al mio modo di pensare, ma non lo faccio per essere cinica, anzi.
Potrei dire di essere curiosa nel sapere cosa si prova nell' esaltarsi l otto marzo, gli altri giorni invece zombi cinici. E la coerenza?
Ci sono tanti post su facebook che spiegano cosa dovrebbe rappresentare questa data in particolare. Quello che io non concepisco e come si è passati dal termine commemorazione al termine festa. e non serve qui un filologo o lo Treccani per capire che i due termini non sono assolutamente sinonimi.

 L'8 marzo per me è come il 25 Aprile, come il 27 gennaio. Giorni in cui si ricorda rispettivamente la liberazione dell' Italia dai nazisti e il 27 la commemorazione delle vittime dell' olocausto.

Ora, vorrei capire, ma voi il 27  gennaio- quando ricordate questo tragico evento storico- che fate? Quando vedete un ebreo gli fate gli auguri o gli regalate dei fiori?

Ecco il punto chiave io in quanto donna me ne sbatto degli auguri. Che significa: Auguri donna? Cosa mi auguri il giorno in cui sono morte delle persone? 

Ecco da dove ha origine l assurdità del commercio. Cambiare il segno a quello che era una commemorazione in una festa solo per esaltare il mercato dei cioccolatini piuttosto di quei ciuffettini gialli pelosi, la mimosa che io odio. E non dite che anche voi stasera "festeggerete" senza lasciare fior di quattrini a locali, pub, fiorai e bar. Pagando tutto di più, essendo festa! Che furbi! Ma andateci domani in pizzeria con le amiche.

Ognuno può credere nei propri santi e nei propri diavoli, e io sono abbastanza bislacca, ma lo dovevo questo post, alle povere "ciniche" come me, quelle che come me, pensano che la mimosa puzza!
Detto questo, io sono fiera di essere una donna e la mia sensibilità è sempre rivolta a noi che siamo forti e bla bla bla, ma la festa della donna, secondo me, non si puo' sentire...

Grazia Barnaba

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