martedì 15 marzo 2016

Giornata nazionale contro i DCA.

Scrivere di Disturbi Alimentari non è semplice e non lo è nemmeno per chi come me ha attraversato questo abisso. Le parole, mi sono resa conto che non bastano; e ridurre tutto all' amore forse è un po' troppo sentimentale per la nostra era. Dare addosso alla società è da vigliacchi, ma è la verità. Tutti noi scarichiamo la colpa all' altro, quando per sradicare questo male che tormenta milioni di persone, basterebbe proprio eliminare il concetto di colpa.
 Meno pensieri e più azione: una slogan che anni fa una mia cara amica mi incitava ad applicare per uscire dall' abisso in cui mi ero ritirata. La sua era un' idea geniale, meno pensieri e più azione.
Michela Marzano e la sua biografia “Volevo essere una farfalla”, al contrario delle notizie di cronaca delle statistiche, dei numeri, di chi non ce l’ ha fatta, ha scritto la storia di una ragazza che invece è riuscita ad abbattere il suo stesso limite: il sintomo, ma non solo.
 Attraverso il suo vissuto la Marzano trova finalmente “le parole per dirlo”, estendendo il suo linguaggio oltre le mere parole, perché la sua non è affatto riflessione sterile. Sono azioni che si susseguono e costruiscono. Sono pagine fatte di singhiozzi, dolori e cadute che come tutte noi proviamo, ma a cui non riusciamo a dar voce e soprattutto non riusciamo a non sentirci in colpa. Lei, pagina dopo pagina scardina il bisogno di controllo come qualcosa di non necessario. La sofferenza, è vero, fa parte della vita, ma non puo' essere il crogiolo dei malumori o l' armadietto delle insicurezze. La sofferenza che si supera è l' unico dolore che ci serve. Il balsamo che lenisce le nostre ferite. Riduttivo raccontare, questo libro va letto e va vissuto. Consiglio a tutti di leggere questo libro e non solo a chi sta cercando di uscirne perché saper essere umani, così come insegna la filosofa non fa mai male a nessuno. L’ educazione all’ amore per gli altri, ma in primis per se stessi, dovrebbe essere materia a scuola, sostituendo i tecnicismi.

Noi siamo esseri umani, ma pare che lo stiamo dimenticando.


"Il dottore cercava, con le migliori intenzioni del mondo, di rintracciare l’origine del mio malessere.
Ma forse il problema era proprio lì, nel cercare a tutti i costi di spiegare, di analizzare, di capire.
Perché a forza di scardinare tutte le certezze che mi portavo dietro, si era rotto l’argine che mi separava dalle tenebre.
Talvolta il sintomo è anche questo.
Protegge da qualcosa di talmente profondo e pericoloso che non si può rischiare di portarlo allo scoperto troppo presto."

Michela Marzano, Volevo essere una farfalla.


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