mercoledì 10 febbraio 2016

Siamo tutti speciali.

Siamo tutti speciali, basta ascoltarsi.

Quando si parla di modernità spesso si confonde la società attuale con tutta la sua complessità, con lo sviluppo dell’ economia moderna, del capitalismo, della centralità della produzione e del denaro. Si diffonde così l’ idea generale che per essere al passo con i tempi bisogna produrre il più possibile e che l’ essere nella sua specificità non sia indispensabile. Lo insegna la massina “nessuno è indispensabile, siamo tutti sostituibili”. Questo porta la popolazione a farsi più carico dei propri obblighi o doveri senza diventare coscienti che ogni persona è unica e speciale. La pedagogia insegna molto in proposito in quanto tratta l’ individuo nella sua singolarità. Non per esaltarne l’ individualità in veste egoistica, ma per portare la persona a farsi carico in questa vita , non solo di quello che produce, ma della sua felicità.
Solo nel corso di questo 2014, le statistiche parlano di 35 casi di suicidi avvenuti in Italia causati dalla perdita del lavoro o da uno stato di disoccupazione. Sono persone, soprattutto uomini, di età compresa tra i 45 e i 60 anni. Dietro ad ogni suicidio ci sono dei fatti che devono essere analizzati per prevenire. Fatti di vita, rivolti a capire cosa può convincere un uomo che la sua vita valga meno di una cartella di Equitalia.

Eppure siamo tutti speciali, basta solo ascoltarsi o permettere a qualcuno che ha le competenze scientifiche di agire aiutando la popolazione a non chiudersi assolutamente nel silenzio e nella solitudine

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