giovedì 25 febbraio 2016

LA MATTINA DI FEBBRAIO.

Ci sono dei momenti della giornata in cui la calma è necessaria. La mattina per esempio. Avere una persona è bellissimo, svegliarsi con lei, fare colazione: una dolcezza. Ma ammetto che la quiete della mattina, quando ti svegli in una casa vuota alle volte è incomparabile. Urge, ce n'è bisogno. E' salutare direi.Soprattutto quando vieni da due mesi di ansia in cui l' imperativo categorico, da quando metti i piedi in terra è : oddio , ho da studiare, sono indietrissimo!
Una volta appreso di avere la mattina in completa tranquillità e solitudine e senza studio la cosa migliore da fare e non vestirsi, non prepararsi, non pensare, non fare niente. Bere quelle quattro tazze di caffè buttati sul divano a guardare i Cartoni Animati di Italia 1 come quando da piccola, avevi la febbre e non andavi a scuola. Abbrutirsi !
Sto invitando all' ozio? Ebbene sì, la mente ne ha bisogno, ma se ne stanca subito di tale far nulla soprattutto io. Quindi rilasciata nel pozzo dei desideri la mia mattinata dal dolce far nulla, metto le scarpette e volo via a correre. La cura per occuparmi di me e dedicarmi del tempo. Un luogo dove concentrarmi e tirar fuori qualche idea. Questo è correre per me. Non competizione, non calorie da bruciare, non esibizionismo sterile. La corsa per me è la fabbrica di idee che necessitavo costruirmi per evadere. e allo stesso tempo immergermi in una storia diversa ogni volta che inforco le mie Adidas e mi allontano da casa. Verso dove? Chissà.
Verso la libertà.
Grazia Barnaba


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