venerdì 26 febbraio 2016

QUANDO TI FANNO DEL MALE.


Mi sono sempre chiesto quale fosse la differenza tra fare del male a posta oppure fare del male inavvertitamente e quale conseguenze simili o opposte tale azione comporta. Alle volte quello che per qualcuno può essere offensivo, per altri non lo è. Allora la sofferenza è relativa? Dipende dal valore che alcune esperienze assumono nella nostra vita. Dipende da quale è stata la nostra esperienza di dolore appunto.
Ho visto colleghe dare di matto per un: “stupida”, buttato lì, non intenzionale e colleghe incassare passivamente epiteti ben più pesanti. Ecco, allora da cosa è rappresentata quella linea sottile tra quello che è obiettivamente offensivo e quello che per noi lo è? Possibile che dipenda solo dal nostro carattere?
Probabilmente è la sensibilità di ognuno di noi che modula le reazioni ed io sostengo che più una persona è intelligente e più è esposta ad essere ferita, soprattutto nel modo più insopportabile e angusto, ferita inavvertitamente. Zero possibilità di sfogo in questi casi perché se la persona non voleva farci del male volontariamente come rimproverarla? Come pretendere che tutto l’ universo avverta con la tua sensibilità quello che avverti tu? In quanto a me ho raggiunto la cosiddetta pace dei sensi e non perché si arriva ad un punto morto, no. Purtroppo, non si diventa mai immuni al dolore, lo si può razionalizzare, ma annullarlo è impossibile per chiunque. Così abituata a controllare tutto che ad ogni ho capito di quanto la mia fosse una pretesa assurda, ma che ahimè  ho coltivato abbastanza. Ho reagito a modo mio e ammetto talvolta di aver esagerato come fanno tutti, del resto, quando sono immaturi e in guerra con il mondo. Bene, non esiste niente che possa annientare la vostra volontà e se ci sono riuscita io a lasciare da parte la sofferenza-nonostante la sensazione di essere sperduta in un mondo troppo cattivo- potete farlo anche voi. Non crogiolatevi troppo sulla questione del dolore, soffriamo tutti quanti e il nostro valore non è rappresentato dalla facilità con la quale siamo caduti giù a causa delle difficoltà, ma con quanta determinazione e forza ci siamo rialzati e rimessi sulla strada. Che nessuno disperi, perché nonostante le incertezze poi , alla fine, ognuno di noi trova il suo posto nel mondo, quello giusto. Il nostro Altrove e il nostro futuro perché quando nulla è sicuro, tutto diventa possibile.

Grazia Barnaba

giovedì 25 febbraio 2016

LA REGRESSIONE


Non ci vuole molto per rendersi conto che la società tutta sta cambiando velocemente. Per "società" intendo l' insieme delle persone che vivono in modo totalmente diverso anche rispetto a soli dieci anni fa, quando ad esempio la rete, internt e i social non era così accessibile a tutti. Se mia nonna usa WhattApp e la mia vicina di casa Facebook significa che quello che dobbiamo aspettarci dal futuro è macabro, ma non perché fanno schifo certe cose, anzi l’ innovazione è sempre stata la forza motrice di un Paese, non voglio negare il progresso, ma gli strumenti in quanto portatori di potere, se usati male anziché il progresso provocano il regresso. Ed è la regressione il topic di facebook ad oggi. Aldilà della convenienza lavorativa perché sì chi cerca di crearsi un pubblico sulla rete bazzica molto sui Social, io per prima, secondo me oggi stare su facebook è veramente inutile. Faccine , cuoricini, minchiate, amori, amicizie: tutto finto. La vita che mostra la bacheca non è la vostra vita. Perchè prima quando la gente si iscriveva alle varie chat prefacebook usava un nickname? Perchè si vergognava come una ladra di cercare nel mondo digitale amicizie o amori prettamente finti, ed oggi? Firmiamo con nome e cognome le ciolate che pubblichiamo. Ammazziamo la sfera privata e il pudore, ma sì, chi se ne frega dei valori.
 Da quando ho aperto questo blog, certo l ho cercata anch' io la visibilità, ma perchè opporsi ad un mutamento sociale non mi pare una mossa intelligente. Non potrei certo urlare al mondo: Eliminiamo il computer e torniamo a pergamena e calamaio, sarei fuori dal tempo e fuori dallo spazio oltre che fuori di testa nonostante già lo sia ahimè. Aprendo il blog mi sono scontrata con alcune nomenclature mai sentite prima. Il blog, come anche facebook, hanno dietro una struttura e un marketing razionalmente progettato e realizzato per fare soldi ed è una cosa seria, fatto di codici digitali e formule arcane:come può, lo stesso mezzo, essere talvolta l’ espressione della demenza umana? Dipende dalla scelta dell' utente, perchè a facebook o a qualsiasi altro supporto è la quantità degli iscritti che interessano e non la qualità di questi iscritti. L’ italiano medio si fa riconoscere privilegiando contenuti bassi. Non si tratta solo di disimpegno, ma di regressione.
Stiamo forse assistendo alla regressione? La diminuzione degli iscritti alle università, la carenza di lettori, il fallimento delle case editrici…l’ abbattimento della vera cultura artistica e musicale, i successi di Zalone, in favore di…. Immagini? Solo questo è quello che vende? Immagini superficiali, ricette miracolose per dimagrire, il taglio dei capelli, Uomini e Donne? Solo questo conta? In un mondo in cui l Italia è sinonimo di Bunga Bunga a questo punto io sarei coerente con gli avvezzi vizi italiani e legalizzerei subito case chiuse and Co. Perlomeno pagheremmo i miliardi di debiti che abbiamo in giro e risanando il Governo forse quei pochi cervelli che r-esistono in Italia avrebbero dei soldi per mobilitarsi cercando di resettare questo Paese che ora vive una fase di Default totale direi.
Come può’ tutto questo non preoccuparvi? Non toccarvi? Come si può non pensare al futuro?
De Gasperi diceva che un buon politico è colui che pensa agli altri e che guarda al futuro e che laddove la nazione non ce la fa, sono i cittadini che devono farcela.
Ai giovani che hanno idee servono soldi e a coloro che hanno i soldi servono le idee. Sia mai possibile in questo paese, come accade naturalmente in tutti gi altri paesi europei che i finanziamenti e le idee cooperino insieme senza tornaconto, senza minacce senza sotterfugi solo per il bene del Paese e quindi di noi tutti e così difficile da  capire per questo Governo "caproso"? (sulla scia di petaloso appoggio la proposta di Sgarbi). Le leggi sono anacronistiche (non approvano le unioni gay che comunque esistono, ma se è per quello anche la prostituzione e la droga esistono e nessuno è così furbo da regolarizzare il tutto come ha fatto ad esempio l' Olanda diventando anche così la potenza economica che è, sostenendo anche di offrire ai suoi cari cittadini lo stile di vita miglior di Europa), come chi ci governa. Io non posso credere che i pochi cervelli rimasti in circolazione possano permettere che questa regressione continui. Cominciamo a non votarli più questi vecchi cari conservatori. Il futuro è nostro, non il loro.
Grazia Barnaba.


QUANDO SEI VITTIMA DI PETTEGOLEZZI.

Come difendersi, con classe, dalle ingiurie gratuite.

Ma avete mai notato quanto la gente è avvezza ai pettegolezzi?
Io sono davvero sconvolta. Quanto sia insita nella vita umana la pettegolagine. (scusate, ma dopo petaloso in neologismo lo conio anch'io). In questo devo dire che non esiste divisione di classe o di ceto: noi esseri umani spettegoliamo tutti allo stesso modo: esagerato!

il fattore invidia è relativo. Certo ci si prende più gusta a buttare fango su qualcuno che ha una vita fantastica e perfetta, ma non è sempre così. Ed è questo che mi disgusta di più: la cattiveria gratuita.

In realtà questa osservazione me la tengo da anni, da quando il pettegolezzo mi feriva addirittura.
Io sul serio sono snob. Sono snob nel senso che snobbo gli ignoranti che sono forse la categoria più incline al pettegolezzo. Magari prima soffrivo un po' delle chiacchiere. Adesso? Rido e rido e  ancora ci rido su. E mi fanno compassione. Mi dispiace di chi nella vita non ha altro da fare che raccontare stronzate sulle vicende altrui per cercare disperatamente di elevare leggermente la propria posizione nella scala delle nullità di questo paese.
Vi devo raccontare cosa mi è accaduto di recente. Sono venuta a sapere di una vicenda diffamatoria nei miei confronti ad opera di chi??? Ah, grande mistero in fatto di pettegolezzo. Capire la fonte, ma devo dire che questo non mi ha scoraggiato. Per fortuna ho un cervello funzionante ahimè (talvolta è un problema), quindi è stato facile dedurre il colpevole; tanto più che mi è stato confermato da più persone. Ecco, una volta venuta a conoscenza delle parole diffamatorie a me affibbiate che fare?
Denunciare?
Picchiare?
Scalciare?
Tacere?
Cacare?
Ahahahhahaha
Belle opzioni, ma senza dubbio sbattere la Verità in faccia appare la Soluzione.
Bè, ragazzi, vi sbagliate perchè forse le suddete opzioni potranno darvi la soddisfazione che cercate, ma vomitare la Verità in faccia a una pettegola o pettegolo di mestiere non vi da nessuna goduria semplicemente perchè lei o lui, nel momento della verità non faranno altro che spalancare i loro sudici, falsi e perfidi occhi e vi diranno:
-MA CHI???? IOOOO??? MA NON HO MAI DETTO QUALCOSA SU DI TE. MAI MAI PRONUNCIATO IL TUO NOME.DIMMI SUBITO CHI TI HA DETTO QUESTO CHE CORRO AD UCCIDERLO.

Negare, negare sempre negare. Vi sentite furbi a farlo, anche quando state negando l' evidenza?
Una parola: PATETICI.

Allora a questo punto direi che ho molto semplice la deduzione logica. Cosa fare a questo punto?
Ancora: denunciare? Picchiare? Tacere?

Ebbene sì è arrivato il momento dell 'indifferenza, ma non perchè a te importi di dare il perdono a qualcuno, o perchè tu non goderesti immaginando i sonori schiaffoni in faccia che potresti infliggergli, ma perchè cercare di andare a fondo nei discorsi o nelle azioni con gli ignoranti  è una vera perdita di tempo e lo dico per esperienza quindi con eleganza il protocollo insegna ragazzi:
1. Facciamo finta di crederci;
2.Ci giriamo sorridendo;
3. E scorreggiamo in silenzio verso tale persona che
4. Cancelliamo dal cerchio delle nostre amicizie con una nota di demerito ahahahahahah
Bye Bye
Grazia Barnaba

LA MATTINA DI FEBBRAIO.

Ci sono dei momenti della giornata in cui la calma è necessaria. La mattina per esempio. Avere una persona è bellissimo, svegliarsi con lei, fare colazione: una dolcezza. Ma ammetto che la quiete della mattina, quando ti svegli in una casa vuota alle volte è incomparabile. Urge, ce n'è bisogno. E' salutare direi.Soprattutto quando vieni da due mesi di ansia in cui l' imperativo categorico, da quando metti i piedi in terra è : oddio , ho da studiare, sono indietrissimo!
Una volta appreso di avere la mattina in completa tranquillità e solitudine e senza studio la cosa migliore da fare e non vestirsi, non prepararsi, non pensare, non fare niente. Bere quelle quattro tazze di caffè buttati sul divano a guardare i Cartoni Animati di Italia 1 come quando da piccola, avevi la febbre e non andavi a scuola. Abbrutirsi !
Sto invitando all' ozio? Ebbene sì, la mente ne ha bisogno, ma se ne stanca subito di tale far nulla soprattutto io. Quindi rilasciata nel pozzo dei desideri la mia mattinata dal dolce far nulla, metto le scarpette e volo via a correre. La cura per occuparmi di me e dedicarmi del tempo. Un luogo dove concentrarmi e tirar fuori qualche idea. Questo è correre per me. Non competizione, non calorie da bruciare, non esibizionismo sterile. La corsa per me è la fabbrica di idee che necessitavo costruirmi per evadere. e allo stesso tempo immergermi in una storia diversa ogni volta che inforco le mie Adidas e mi allontano da casa. Verso dove? Chissà.
Verso la libertà.
Grazia Barnaba


mercoledì 24 febbraio 2016

IL LIBRO ED IO.


Bene, febbraio è quasi finito, gli esami della sessione invernale pure.

Mi è difficile dedicarmi a questo blog perchè dovrei concentrare tutte le mie energie sulla tesi. Ho già chiaro di cosa tratterà? Mi pongo la domanda perchè generalmente i miei lavori migliori sono quelli che cominciano non rispettando il programma.
Per me organizzare e appuntare tutto sulla mia agenda è fondamentale. I piani non sempre li rispetto, ma scriverli, li rende più imponenti !Quante volte sono in treno e mi guizza un' idea che poi mi sfugge e rimane lì, appesa alla gonna della tipa del treno che mi aveva ispirata: è odioso perdere la propria idea! Quindi io una penna devo averla sempre. Ma la vera passione per me sono i libri, quelli da leggere, sfogliare e sottolineare. I libri a cui segno le note a margine.
Ammetto che ultimamente leggere è faticoso perchè ci sono i volumi immensi per gli esami da esaminare e studiare, ma resta per me il Libro l' amico del cuore che non mi abbandona mai.
 Se ho una borsa grande non è perchè sfoggio l ultimo modello glam della collezione, ma è perchè porto con me sempre un libro. Un oggetto transazionale mi suggerirebbe la psicologia, forse una insana abitudine radicata sin da ragazzina quando prendevo alla lettera i suggerimenti delle paladine dei miei telefilm preferiti, uno tra tutti "Una mamma per amica", ma è così. Un feticcio, un paracadute. insomma, la mia essenza.
Il libro:il rifugio quando non sto bene, l' anti-noia per allontanarmi dalle persone che non mi piacciono, la compagnia quando vado a bere il caffè al bar in solitudine. Il libro, la fonte da cui attingere tutte e dico tutte le risposte ai fatti strani. Tutto in quell' oggetto che oggi come allora mi ha fatto sempre sentire giusta. Giusta per qualcosa. Adatta a qualcosa. Metterli da parte negli ultimi tempi è stato faticoso per via delle questioni impellenti e pratiche tipo laurearmi e lavorare, ma non mi dispero; il mio sodalizio con il libro è così radicato che come due vecchi amici che non si rivedono da tanto, basta un attimo per ricreare l' armonia di sempre. Sì, non solo lo sembra, ma quello che ho verso tale aggeggio culturale è vero e proprio Amore e Ossessione tale da lasciarmi ancora inetta quando mi ritrovo su Amazon per acquistare un E-Book Reader che mi sarebbe davvero utile, ma come quando apri continuamente il frigo e te ne vai, il sito ormai non mi chiede nemmeno di accettare i cookies, ma esce direttamente da solo dal mio account.
Si, nonostante dico di essere cambiata, resto sempre la solita tradizionalista, restia al cambiamento. E va bene anche così. Dato che proprio oggi per un eccesso di innovazione abbiamo dato vita all' aggettivo petaloso, neologismo coniato da un errore infantile e involontario. Mi piace il mio essere tradizionale talvolta.
Grazia Barnaba


L'esperienza è la memoria più la ferita che ti ha lasciato, più il cambiamento che ha portato in te e che ti ha fatto diverso.
Italo Calvino,Il sentiero dei nidi di ragno.


sabato 13 febbraio 2016

Sarà sempre così che mi sentirò?

Sarà sempre così che mi sentirò quando ti rincontrerò per caso per la strada, con lo sguardo fisso e l' imbarazzo che ti passa accanto?
Sarà sempre questo che proverò? Non potendo accostare un sorriso alle mie labbra per smorzare l' emozione e camuffare l' affetto.
E se mi mancherai, sarà perchè non ho potuto dirti quello che volevo dire.

gb

Giorni difficili.

I nostri sogni ci tengono in vita.

Sono reclusa da parecchi giorni piena di lavoro, cose da  scrivere, roba da studiare per la tesi e materiale per l' ultimo esame da revisionare e analizzare. Non so come sopravviverò a questo step finale! L' unica cosa che mi fa andare avanti mentre tutto il mondo esce, festeggia consuma i suoi soldi in viaggi edonistici? Un giorno tutto questo servirà. A cosa? Al mio sogno, io affermo.
Sono anni ormai che, rilegata in una biblioteca o nascosta da volumi pesanti come macigni ( che poi è quello che sono), coltivo il mio pensiero critico, alimentando, nell' ambito universitario, non solo attraverso le lezioni ma anche dall' incontro con i miei colleghi, ma soprattutto approfittando dell' esperienza e della gentilezza e sensibilità di alcune professoresse che rendono ancor più piacevole il mio percorso accademico.
Persone che credono in me, che mi hanno sempre appoggiata e sostenuta.
Persona care che non soffrono d' invidia. (Si, tranquilli lo so che talvolta l' invidia non c' entra e che sto sulle p++++e davvero :D).
Persone che è sempre più raro trovare quando la cerchia è ristretta e il paese è piccolo. Chissà, credo che il mio destino sia legato un po' a questo luogo in cui sono cresciuta, così duramente. Ma più vado avanti con gli studi, con gli anni e più capisco quanto questa sia una fase di passaggio. Di quanto tutto questo mio progetto di vita imprevedibile mi faccia sentire viva e di quanto sono fortunata a condividere tutto ciò con l' Amore. Già, perchè apparentemente sola, vivo nella gioia immensa di una persona che amo tanto e che "stranamente" mi ama a sua volta. Con le mie stranezze e le mie ossessioni. Concedetemi la pseudo-parvenza di una dedica amorosa alle porte di San Valentino, nonostante non sia da me e nonostante il post abbia un altro oggetto. Ecco sì, torniamo a noi: i sogni. Tutti ne abbiamo, ma alle volte il mondo adulto ti porta a dimenticartene, perchè "tanto ormai io questo non lo farò mai...". Ognuno di noi dovrebbe invece proteggere il proprio sogno come recitava W. Smith nella Ricerca della felicità perchè non è per nulla vero che qualcosa non possa realizzarsi se davvero è il nostro sogno. Una passione è vera se ci ossessiona. Ho letto questo da qualche parte, quindi trovate la vostra ossessione e fatene una passione prima e poi un sogno e ripetetevi sempre: mai e dico mai arrendersi nel realizzare il proprio sogno.

Alle volte mi chiedo cosa pensano gli altri di me? Cosa provano e come si raccontano quelle mie tante stranezze disegnate nei miei tratti in maniera radicata e netta. Il mio non voler sottostare a niente e il pretendere il mio spazio. Pretendere la solitudine che è l' unica condizione adatta per creare. Appaio così strana e asociale, ma quello che faccio è solo inseguire il mio sogno a dispetto del passato, faccio quello che amo. e soprattutto amo.
G.B.

https://www.youtube.com/watch?v=5XeOuBmSh2A #antistress


mercoledì 10 febbraio 2016

Siamo tutti speciali.

Siamo tutti speciali, basta ascoltarsi.

Quando si parla di modernità spesso si confonde la società attuale con tutta la sua complessità, con lo sviluppo dell’ economia moderna, del capitalismo, della centralità della produzione e del denaro. Si diffonde così l’ idea generale che per essere al passo con i tempi bisogna produrre il più possibile e che l’ essere nella sua specificità non sia indispensabile. Lo insegna la massina “nessuno è indispensabile, siamo tutti sostituibili”. Questo porta la popolazione a farsi più carico dei propri obblighi o doveri senza diventare coscienti che ogni persona è unica e speciale. La pedagogia insegna molto in proposito in quanto tratta l’ individuo nella sua singolarità. Non per esaltarne l’ individualità in veste egoistica, ma per portare la persona a farsi carico in questa vita , non solo di quello che produce, ma della sua felicità.
Solo nel corso di questo 2014, le statistiche parlano di 35 casi di suicidi avvenuti in Italia causati dalla perdita del lavoro o da uno stato di disoccupazione. Sono persone, soprattutto uomini, di età compresa tra i 45 e i 60 anni. Dietro ad ogni suicidio ci sono dei fatti che devono essere analizzati per prevenire. Fatti di vita, rivolti a capire cosa può convincere un uomo che la sua vita valga meno di una cartella di Equitalia.

Eppure siamo tutti speciali, basta solo ascoltarsi o permettere a qualcuno che ha le competenze scientifiche di agire aiutando la popolazione a non chiudersi assolutamente nel silenzio e nella solitudine

martedì 9 febbraio 2016

Autostima e apparenza: contano se hai più di venticinque anni.



Quante volte già con l’umore a terra a causa di… ehm.. diciamolo, alle volte a causa di niente, ma semplicemente perché ci siamo svegliate così; le nostre giornate si trasformano in macigni pesanti da trascinare senza senso, attraverso lo scorrere del tempo nella depressione più totale.

 Completamente demotivate, chiunque appare meglio di noi. Sì, anche la panettiera sudata all’ angolo appare più composta di te. Ma queste giornate capitano a tutte e poi noi ci fissiamo con sta storia del tempo che passa e le rughe e le cose dimenticate, insomma sprechiamo il nostro tempo a sentirci vecchi catorci umani quando nel mondo esiste Kim Kardashian che con una circonferenza bacino equatoriale fa la regina del fashion, del glamour, del sesso. 
E noi?
 Vogliamo davvero ignorare tutti gli aspetti positivi della meravigliosa facoltà umana del crescere e cambiare?

A ventisei anni sei nella fase in cui l’ età "comincia a farsi sentire": non nel senso di acciacchi o roba varia- ci mancherebbe- ma nel senso che quando ti volti indietro non è più l’ immagine di te sul divano a vedere i cartoni che ti viene in mente, ma sono le immagini delle vecchie amicizie, vecchi legami, vecchie storie, vecchie ossessioni. Insomma, "ti ricordi tot anni fa" comincia ad essere l' incipit di molte conversazioni.
 La vita ti è cambiata;è diventata diversa, sei sbocciata e te ne rendi conto solo così: guardandoti dietro, quello che eri diverso da quella che sei
 Basta anche solo andare a ritroso nelle tue foto profilo di fb per capire che il viso pulito e innocente di sei o sette anni fa e diventato uno sguardo diverso. Meno ingenuo ma più preoccupato, però più soddisfatto e meno sofferente e questo conta

Compiere 30 anni significa smettere di soffrire per il semplice fatto di essere. Smettere di infliggerci giochi autodistruttivi, smettere di non avere autostima. Cominciare a cercarla, a saperla vedere. 
Appari per come sei e non, come da ragazzina laddove, appari diversa da come sei. 
Il mondo adulto paradossalmente ti concede il lusso di essere esattamente come sembri senza che nessuno possa punirti o impedirti niente. Certo rimane il fatto che siamo giudicati, ma questo avviene sempre sin dalla nostra nascita. Impossibile rinunciarci in nessuna fase della vita dell’ essere umano.
Quante cose ti accorgi di scoprire con la consapevolezza del tempo che passa, col senno di poi. E allora cominci a pensare: a quante cose non avresti o avresti fatto per risparmiarti quello o questo dolore, ma a che serve dispiacersi di quello che non sapevamo prima quando possiamo gioire di quello che sappiamo ora!
A venticinque e più passa anni le donne, secondo me, cominciano a diventare favolose: si affermano nel mondo del lavoro, acquisiscono consapevolezza sia emotiva e psicologica (le care amiche vecchie e sagge) e sfoderano con maggior sicurezza il loro corpo; ed ecco che magicamente una taglia M che fa a botte con i codici rigidi delle ragazzine ventenni diventa un arma di seduzione e un “big booty” per una procace trentenne. Punti di vista, ahimè, che solo quando raggiungi la veneranda età o per meglio dire il traguardo del quarto di secolo puoi giovare e sfruttare a tuo favore.
Ci si prende tante rivincite da grandi, soprattutto se tu eri quella grassa e secchiona e loro le popolari bionde e fighe della scuola. È davvero soddisfacente notare quanto sia vera la storia che l’ apparenza non conta, ma solo a vent'anni perché lì sei ancora un bozza o forse meglio un bozzo da cui, se hai faticato abbastanza, complessandoti in gioventù, nascerà una meravigliosa farfalla non più in cerca di conferme nel mondo esterno.
La botta di autostima vera la hai quando, nonostante le giornate tristi grigie e uggiose, ti passa davanti la tipa popolare del liceo cessa sfatta, grassa e che pare la controfigura della tua controfigura dopo un’ incidente.

 Là capisci che il tuo dolore non è andato perso e che sei hai lottato per essere libera non importa quanto questo ti sia costato perché la felicità è vita! :D

Grazia Barnaba.

domenica 7 febbraio 2016

LA GENTE MENTE, SEMPRE.



Siamo forse il frutto delle nostre azioni?
O siamo il risultato di quello che ci hanno fatto?

Da ciò dipende quanto c’è di vero nelle lacrime di ognuno!

Ho dovuto aspettare così tanto per raggiungere un po’ di pace, che ora che l ho trovata sicuramente non permetterò a nessuno di privarmene e sono pronta a lottare per tenermi stretto ciò che è mio di diritto: il mio diritto alla vita.
Per me vanno di pari passo, vita e felicità. Se mi fossi accorta di non essere in grado di generare e accogliere gioia o felicità mi sarei tolta la vita tempo fa, quando arrancavo in un mondo vuoto, in assenza di idoli.
Solo false speranze.
Sono false, ahimè, come le persone.
Adesso lo so, prima non lo sapevo. Che la gente mente: in ogni cosa che dice e che fa. Perché poi?
Io non lo so.
Gusto gli spettacoli quotidiani quando questi mi si presentano in varie moltitudini di messe in scena per l amico, per l amante, per il banchiere ,per la migliore amica..
Ancora disgusto.
E voi volete cambiare me? Che ho la faccia tosta di dire quello che penso?
Ma cambiatevi voi, “mosche del mercato” come direbbe Nietzsche, perché nella gente di oggi non c’è nulla di lodevole.

Grazia Barnaba


" La tua muta fierezza li irrita sempre; essi esultano se, una volta, sei abbastanza modesto per esser vanitoso. Ciò che noi riconosciamo in un uomo noi lo accendiamo anche in lui. Salvati quindi dai piccoli! Dinanzi a te si sentono piccoli, e la loro bassezza divampa contro di te, per una vendetta invisibile. Non t’accorgesti mai come spesso tacevano quando li avvicinavi, e come perdevano forze, simili al fumo di un fuoco spegnentesi? Sì, amico mio, per i tuoi vicini, sei la cattiva coscienza; poi che essi sono indegni di te. Perciò ti odiano e vogliono succhiare il tuo sangue. I tuoi vicini saranno sempre mosche velenose; ciò ch’è grande in te – anche questo deve renderli più velenosi e sempre più somiglianti alle mosche. Fuggi, amico, nella tua solitudine, dove spira un vento rude e impetuoso! Non è tuo mestiere esser cacciatore di mosche. "
Così parlò Zarathustra.

Friedrich Nietzsche




SONO DIVERSA, LO SONO SEMPRE STATA.



Era una rabbia che toglieva il fiato così, come fosse un dolore. Un dolore penetrante, fisico che irrigidiva la mia espressione e ogni muscolo del mio corpo fino a cessare in uno stato di stasi apparente. Ero così.
E loro volevano cambiarmi. No, non mi cambierete. Io non cambierò mai, lo so.
Non potrei mai neppur volendo cambiare il mio modo di essere seppur bizzarro, stravagante quanto possa essere o sembrare alle volte.
Ero fuori dalle righe, davo di matto, sentivo come nessuno poteva sentire.
Tutto questo percepire il dolore nel mondo diveniva opprimente quando si univa agli appigli quotidiani dell’ inaccettabile incomunicabilità che esiste tra le persone continuamente. No, non sarei cambiata e non volevo nemmeno immaginare di farlo: costringersi in una maschera pre-confezionata di Ragazza Modello. Non volevo perché non avrei più portato le piaghe del sintomo per riempire un’ aspettativa.
Io il mio imperativo categorico lo ho abbandonato da quando ho te, proprio così. Da quando ho rinunciato a rischiare la vita pur di rispettare un dovere. Rischiare la vita per essere quello che non si sarà mai. Per diventare uno stereotipo facile da trattare che rendono tutti felici.


Come se non lo aveste sempre saputo che fossi diversa. Come se il mio spirito si fosse sempre nascosto per giocare ad acchiapparello con gli altri spiriti cattivi.

Ma allora se non corrispondo ad un ideale quale colpa vuoi che ne abbia io? Nessuna.
Se mi arrabbio tanto da perdere le lacrime è perché so che chiunque mi faccia violenza psicologica oggi anche solo per un secondo, paga tutta quella che mi hanno fatto in passato e alla quale, all’ epoca, non sono riuscita a reagire.
Sono triste perché so che ho dovuto soffrire molto per ammettere a me stessa che non c’era nulla di sbagliato in me, ma che le aspettative che la gente aveva di me portava alla follia il mio spirito diverso.
E tutt’ora quando come un colpo d’ arma da fuoco certi soggetti mi si nominano, riesumati dal passato: Io non posso contenere il mio sdegno, il mio disgusto.
 La paura penetra e allora si scappa. Sì, sono scappata e il mio spirito di sopravvivenza si è elevato affinché io mi salvassi. Ed è andata così, restare me stessa mi ha salvata.
Nessun altro lo ha fatto o avrebbe potuto farlo. Restare non è sempre la soluzione, lo è andarsene alle volte.
Grazia Barnaba.