lunedì 28 settembre 2015

NONSOLOABITUDINI

Fino a qualche anno fa pensavo che ribellarsi fosse un modo di essere, invece col tempo noto che è davvero solo una stagione della vita e che anzi se diventa un moodofthelife il sapore della ribellione svanisce e ci si fa solo del male.
Chi di noi non ha avuto comportamenti consapevolmente dannosi  (dai più semplici ai più articolati)?Essere ribelli a vent' anni significa contestare la realtà che è già data e coltivare il pensiero divergente, lo spirito critico e poco importa se questo ideale ti induce a raparti i capelli a zero o a vestirti di nero o farti mille tatuaggi o ancora ad ascoltare musica di nicchia e guardare con aria disgustata l' intero mondo che pare osservarti. Atteggiamenti distruttivi sono tipici della ribellione, Si presuppone che questo sia solo un periodo, ma in quel momento non è affatto un momento della nostra vita è in assoluto la nostra unica originale speciale e inevitabile vita. Lo spirito di onnipotenza. Lo sguardo di superiorità. Cose da ragazzini insomma.
Adesso, però, non esiste più uno stacco, un gap tra le varie fasi, anzi ! Chi è più vecchio vuole tornare piccolo, non è più il figlio che vuole essere come il padre, ma il padre che vuole essere come il figlio. Indossa scarpe della stessa marca del figlio, ha il suo stesso smartphone, stessi vestiti e stessi occhiali. Agghiacciante. Addio gap generazionale, addio pensiero divergente e non si tratta di essere tradizionaliste. Secondo me, alcune cose non sono solo abitudini, sono ruoli importanti che determinano non solo il figlio, ma anche il politico di domani ergo il futuro dello stato.
Io sono stata una ribelle, un' autodistruttiva, un' estrema in tutto, ma col tempo vedo che adoro sempre di più la pace e la normalità, che guardo con ammirazione mia madre con i suoi piccoli rituali, perchè adesso sono una piccola donnina di casa anch' io. Me ne accorgo nelle piccole cose: quando esco fuori, in terrazza,per stendere la roba vedo le altre signore, nei palazzi vicini, svolgere la stessa mansione con serietà e dedizione ed è così che si fa pace con la normalità, col mondo.
 Ognuna di quelle donne ha una sua storia fatta di sogni realizzati, realizzabili oppure no ed io non solo continuo a guardarle, ma mi rendo conto che sono quelle famose "piccole cose" della vita quotidiana che rendono solido il mio tempo non sono solo abitudini.
Grazia Barnaba

domenica 20 settembre 2015

La menzogna non è nel discorso, è nelle cose.

      "La menzogna non è nel discorso, è nelle cose"

Questa frase è tratta dal libro di Italo Calvino "Le città invisibili" e mi ha colpita subito perchè io ho un rapporto particolare con il termine menzogna. Perchè è un topic che mi affascina molto, tema di riflessioni infinite. Chiunque potrebbe parlare per ore e ore delle proprie esperienze con le menzogne ed ogni persona diversa avrà una storia e un' esperienza diversa da raccontare.

La Menzogna ha mille sfaccettature e mille variabili, ma quel che è certo è che agisce subdola e si insinua nella vita di tutti noi. Falsità-finzione-menzogna-bugie.

Quando dovevo scrivere la tesina del quinto liceo mi impelagai con questo tema e per cominciare partì con la definizione. Il "che cos'è". Nella definizione di menzogna è insito il relativismo perchè il suo significato varia a seconda dell' intenzionalità.Se io dico una cosa non vera pensando che questa invece lo sia, io mento inconsapevolmente quindi obiettivamente non dico una cosa per un' altra volontariamente. Al contrario, se io so che il cielo è blu e affermo che è rosso è palese:sto mentendo.
Purtroppo nelle dinamiche quotidiane non si presentano mai casi così chiari come negli esempi ahimè e quindi succede che delle relazioni o dei rapporti si rompano per colpa delle bugie, ma nessuno e dico nessuno si interroga abbastanza. Si tratta di menzogna o verità celata? Malevolenza nel dire il falso o viceversa inconsapevolezza, ingenuità, stupidità?

Il confine sottile tra la verità e una cattiva interpretazione determina tutto.

 Quel che è certo è che noi non sapremo mai come sono andate davvero le cose.
Può il cuore di chi eventualmente mente o ha mentito, svelare l' oggettiva realtà delle cose?

Difficilmente. perchè noi non siamo un esperimento scientifico, non siamo una formula matematica, siamo inafferrabilmente volubili sbattuti in mari di circostante e di interpretazioni.
Non c'è più spazio  ormai per la verità oggettiva perchè viviamo in un mondo di incertezze e delle incertezza ormai ne abbiamo fatto dei valori, uno stile di vita e quindi non importa più se uno è stato corretto o meno se ti ha voluto bene sinceramente o ti ha usato. Quello che conta oggi è solo stabilire chi è il brutto e chi il bello, chi il ricco e chi il povero, ma non chi è vero e chi finge. e allora eccole tante faccette finte,coperte dalle maschere dei sorrisoni falsi e degli hastag demenziali.
Mi nausea tutta quella felicità simulata: per strada, sui social, in tv,
Perchè se uno è felice non ha bisogno di spiattellarlo ai quattro venti, se uno è pieno non ha necessità di propinare bugie.
Chi è ricco dentro continua ad esserlo anche quando il pc- o la porta di casa al ritorno da una serata- si chiude.
Chi è ricco dentro ride di cotanta bruttezza del mondo di oggi.
Mentire non rende meno patetici, ma difatti se non lo faceste lo sareste ancora di più per come siete messi male, quindi fatelo! Mentite, mentite, mentite, spudoratamente.
Grazia Barnaba

giovedì 17 settembre 2015

Cos'è la libertà?

LIBERI DI AVERE PAURA.

Il vento caldo che soffiava ieri, ha drasticamente annientato la percezione del "quasi inizio del nuovo anno universitario". Settembre inoltrato, 37 gradi all' ombra. Grazie Puglia! Penso che infondo non è del tutto colpa mia se i libri faticano a rientrare nella routine quotidiana; se siamo di nuovo a luglio.
Ormai è assodato che la concezione del tempo, come lo scorrere del tempo stesso, siano dopotutto dei concetti relativi. Abbiamo sempre bisogno di insinuare dubbi amletici e quesiti ancestrali per dimostrare a noi stessi- prima che agli altri- che la nostra esistenza non è vana. Allora eccoli che tutti si impegnano a dismisura per raggiungere traguardi concreti lavorativi importanti? Ricchi di interesse? Ma certo che no! La stra-grande maggioranza della nostra popolazione si preoccupa solamente di postare su facebook l' ultimo ristorante/pub/disco in cui è stato o cosa ha mangiato a pranzo piuttosto che a colazione. Una massa di pecore che corrono ad imitare le varie  fashion blogger che si cimentano a mostrare tratti di vita quotidiana su instagram riuscendo ad ottenere anche milioni di followers.

1. Voi non siete Chiara Biasi o Belen Rodriguez o "insalata bionda" come diavolo si chiama?
2 A chi vogliate che interessi il bagno di casa vostra?

Tanta povertà di cervello c'è in giro questo è evidente, ma quello che maggiormente mi turba è l impegnarsi da parte di tutti nel dimostrare di non avere paura di nulla, di poter fare #tuttoquellocheglialtrifanno, e poco importa se la cosa sia stupida, inutile, rischiosa o senza senso.

 Dimostrare di esserne capaci "comefannoglialtri" diventa l 'imperativo categorico per sentirsi parte di un qualcosa (quale cosa poi?). Tutti dannatamente uguali alla ricerca della trasgressione e della cosiddetta libertà!
Ma ragazzi! Avete minimamente idea di cosa sia la libertà?
Ma, secondo voi, la libertà può mai essere ubriacarsi fino allo sbocco e sballarsi fino la mattina dopo, fino a stare male? Ma poi, dico io, alla vostra età? Sì, perchè io non parlo dell' adolescente medio che tenta disperatamente di sperimentare i suoi limiti alcolici cercando si integrarsi nel gruppo dei pari, nell' inconsapevolezza della cazzata che sta facendo. Qui parliamo di gruppi di idioti che tutti i week end si accalcano alla volta del magico mondo dorato dei locali per farsi volontariamente e consapevolmente male trascurando, magari, quello che davvero conta.

I veri indici di libertà non stanno fuori, ma dentro. 

Riguardano gli affetti veri, gli amici fidati,l' amore, il lavoro, la cultura,le nostre passioni, il futuro, anche la tristezza e perchè no, anche la paura; che farà sempre parte di noi, sia nei momenti difficili che in quelli felici. Solo quando si è davvero se stessi  si assapora delicatamente la libertà. 

La paura poi, ossia quella perpetua sensazione di poter perdere quello a cui teniamo, si può modulare conoscendola, semplicemente accettandola  senza  soffocarla in nottate senza fine o turbamenti alcolici e quant'altro. 
La paura, come dice Michela Marzano, "la si può' solo attraversare" e superare, uscendone migliori di prima.Diventando così liberi e anche liberi di avere paura.

Grazia Barnaba

lunedì 7 settembre 2015

Questione di serietà.



Prima mi preoccupavo continuamente delle reazioni che avevo in pubblico e senza dubbio quello di cui,in primis, mi preoccupavo era dare una giusta impressione, dare l' impressione di serietà.

Come se una persona seria fosse per forza giusta.

 Legittimo imperativo categorico, da brava perfezionista, come reazione alla massa di stupidità e leggerezza che vedevo in giro.  Questo è un dato che non è cambiato, cioè continuo a vedere masse di gente stupida e leggera, ma ho compreso che serietà non è il contrario di stupidità, bensì il contrario di allegria.
Sulla banalità della gente ormai ci ho fatto l' abitudine, semmai quello che da sempre continua a stupirmi è che più che migliorare, non fanno altro che peggiorare.
E allora: allegria!
Allegria: quando per strada mi lanciano battute,
allegria; quando se vado al supermercato la gente sente il bisogno di guardare cosa compro e commentare,
allegria; quando sento il vocio che si interrompe quando arrivo, allegria in ogni dove, perchè è questione di serietà non prendere una spranga di ferro e menarli tutti. Ed io, bè io, sono una persona estremamente seria.

Grazia Barnaba

sabato 5 settembre 2015

IL TEMPO PASSATO.

Ci sono adolescenze che cominciano a manifestarsi a quarant'anni.
Sono coloro che vogliono essere giovani ad ogni costo.
Diffido da chi non accetta il tempo che passa. Il fluire dell' esperienza lascia dietro gli errori del passato e si trasforma in qualcosa di solido.
Quante volte ho perso tempo e lacrime sul passato, sull' età perduta, e solo quando mi sono resa conto di essere davvero patetica che sono riuscita ad andare avanti. Solo quando ho chiuso col passato ho cominciato a crescere.
Non è perchè ci si dimentichi, anzi, io ricordo tutto, ma come dice Alda Merini

                                      "Il passato è un laccio che stringe la gola"

quindi tranne se non abbiamo consapevolmente la volontà di autoflagellarci in stanze chiuse di dolore, non serve a niente mantenere aperte le porte verso avvenimenti che inevitabilmente sono dietro le nostre spalle, bisogna andare oltre, oltre il proprio egocentrismo, perchè non siamo soli in questa lotta temporale poichè in quanto esseri umani, chiunque la combatte dalla notte dei tempi.

 Il nostro tempo non è infinito, quindi cerchiamo di essere chi davvero vogliamo essere, senza crogiolarci nell' immagine sbiadita di quello che eravamo o che avremmo potuto essere.

Grazia Barnaba