domenica 30 agosto 2015

Un mondo di soli

Noto, ogni giorno sempre di più, che la gente non è disposta più ad ascoltare le ragioni di nessuno.

Ascoltare presuppone un' attenzione e una rielaborazione e una risposta. Troppa fatica, decisamente.
Un mondo di individualisti. un mondo in cui "ognuno pensa per se", insomma "un mondo si soli" come diceva qualcuno.
Eppure tutti social, tutti su facebook. Perchè se chiedi a qualcuno: a che cosa ti serve facebook? ti rispondono: per comunicare. Invece basta star seduti accanto a qualcuno in treno o in autobus per accorgersi che nessuno parla, nessuno ti parla. Sguardi ebeti fissi sul telefonino. Fosse un libro, accetterei con gioia il silenzio dei vagoni, ma qui si tratta solo di alienazione multimediale bella e buona.

Da bambina amavo appoggiarmi con tutto il peso alla portella dell' automobile con gli occhi sgranati e il naso appiccicato al finestrino per guardare il paesaggio passare ora lento, ora veloce e niente e nessuno poteva distogliermi da tale spettacolo. Erano i rari momenti in cui non tormentavo i miei genitori o chi viaggiava con noi con le mie interminabili chiacchiere. Sono sempre stata una gran chiacchierona, poi le parole le ho un po' perse con il passare degli anni, mentre scoprivo che non nasciamo tutti con la stessa sensibilità. La bellezza del mondo io la contemplavo sin da piccola e lo stupore non può' essere improvvisato in uno smartphone.

Ho cominciato a striminzire le mie parole quando mi sono accorta che non erano ascoltate e questo  piano piano ha ridotto il mio mondo in qualcosa di molto piccolo.
Indietreggiavo a quattordici anni quando le più popolari della scuola mi parlavano ad alta voce senza starmi a sentire, eppure io conoscevo molte più cose di loro. Eppure io avevo i miei libri. Come dire trovavo nei manuali le risposte di una vita che già  nella prima adolescenza non mi sembrava "pura". lo scrivevo nei miei temi che contestavo la realtà così com' era: densa di contraddizioni e di spigoli che non volevo smussare.
"Essere felici è riuscire a vivere come tutti, essendo come nessuno".
A quindici anni per me questa frase era incomprensibile. Mi sentivo io la misura di tutte le cose e se non riuscivo a decifrare il mondo dal mio punto di vista in maniera coerente con l' immagine del mondo che avevo dentro di me quindi questa doveva essere necessariamente sbagliata oppure, meglio, quella sbagliata ero probabilmente io. Troppo sensibile, troppo emotiva, troppo rigida, troppo razionale. Ma quale adolescente non avverte il disagio dei suoi anni senza naturalmente rendersene conto? Sbucciarsi le ginocchia a un anno è normale perchè cadendo impari a camminare. Ecco, direi che è così anche nell' adolescenza;non si può imparare senza sbucciarsi un pezzo di cuore. Se si è forti abbastanza, però, non c'è ferita che non possa rimarginarsi, non c'è pianto che non possa essere placato, anche quando senti di essere inconsolabile, capirai solo con il tempo che tutto passa...davvero tutto viene lavato via. Scorre come il fiume, come i secondi sulla lancetta dell' orologio, come le immagini che ti passano davanti  quando sei in auto e fissi fuori dal finestrino.
Grazia Barnaba

sabato 29 agosto 2015

I propositi buoni di settembre.

Spero sempre che arrivi settembre, puntualmente, ogni estate ad agosto, quando ormai l' afa e lo stress raggiungono l' apice, lasciando intravedere la vetta del mio sistema nervoso che cede. Perché?
 Se nasci in Puglia e vuoi avere un'entrata economica vuol dire che tu d' estate lavori e lavori al servizio di coloro che sono in vacanza qui, nella tua terra, nella tua spiaggia, nel tuo mare. Ebbene sì, i turisti fanno centinaia di chilometri per raggiungere le meravigliose bellezze pugliesi e io che abito a quattro chilometri dal mare non lo vedo nemmeno da lontano. In realtà non è che esista un vero e proprio ostacolo fisico che mi impedisca di godermi lo spettacolo dell' estate, anzi, lo definirei più un ostacolo mentale, cioè come faccio a comportarmi come se fossi in vacanza quando invece è l' unico periodo dell' anno in cui ho un lavoro. In Puglia viviamo questo grande paradosso.
Allora spero ogni anno che tale periodo finisca presto, per tornare alla pace della stagione autunnale che lava la stanchezza, toglie la fatica e porta sempre un'inizio nuovo. Ed è proprio in questo periodo dell' anno che vengono stilate liste su liste di buoni propositi, ovviamente piccoli obiettivi irraggiungibili che poi difatti nessuno di noi probabilmente raggiungerà, ma nonostante questa inconscia consapevolezza adoro compilare liste di propositi. Il segreto, per me, è esagerare, perchè vuoi che su una lista di almeno venti propositi poi almeno quattro o cinque li realizzo o almeno mi cimento.Il pensiero primario è senza dubbio rimettersi in versione studentessa, e se le intenzioni sono sempre quelle di laurearsi in tempo, in versione studentessa secchiona. Tale passaggio, dopo quasi quattro mesi di riposo celebrale forzato, risulta faticoso:una vera metamorfosi. Inforcare gli occhiali, sostituire la pennichella pomeridiana con l' analisi del piano di studio del nuovo anno, occuparsi della burocrazia, pagare le tasse, Poi, il secondo step sta nel recuperare tutte quelle attività che ho trascurato nei mesi lavorativi e che riguardano. per il cinquanta per cento, la cura personale estetica base di una donna; e per l' altra metà percentuale nel recuperare l' assenza prolungata, nella mia pseudo vita sociale, di amici e parenti. 
Ma c'è una cosa a cui non rinuncio mai, qualsiasi stagione dell' anno attraversi ed è il mio amore per lui. Lui che non mi fa sentire mai sola, che riesce a sormontare qualsiasi problema o difficoltà come ad esempio non possedere nulla, ma avere grandi speranze; non avere una casa, ma continuare a coltivare un sogno in comune che dà amore e cresce. 
La vera forza siamo noi. Noi che insieme sosteniamo tutto rendendolo più leggero e piacevole.
In questo futuro incerto io ho la fortuna di non essere sola perchè ho accanto a me più di un amore, ma un vero e proprio pilastro dove poggio le mie spalle stanche, dove ritrovo sempre il sorriso e la voglia di ricominciare a combattere per far passare un altro agosto, un' altro settembre e poi un'altra estate.
Grazia Barnaba

sottofondo lettura