venerdì 15 settembre 2017

Cause e sintomi della crisi post laurea!

Mi sono laureata solo sei mesi fa, non ho idea di che cosa ci sia oltre i ritmi ferrati dell' università, degli esami, dei libri da trovare, delle lezioni da seguire, dai seminari, dalle attività in più per i crediti extra. Tutto questo è stato il mio mondo, la mia vita per circa dieci anni e adesso che non c'è più tutto questo mi ritrovo a notare le cose che tutti hanno sempre saputo, le cose che non avevo il tempo di vedere: le cose semplici. Il quotidiano. L' università ti porta ad avere un pensiero macro, dedichi ore a concetti astratti, quasi non connesso con la realtà e quindi passi tutto il giorno a fare micro progetti a fantasticare a tutto quello che di grande potresti fare. Quando tutto finisce ti rendi concretamente conto che quello che facevi durante gli studi "solo per mettere qualche soldino da parte" è la sola e unica opportunità concreta lavorativa che hai e non ha nulla a che fare con tutto quello che avevi immaginato, pensato, sempre sognato, e ti rendi conto che devi rivedere una attimo le tue proprietà e le tue prospettive se vuoi vivere una vita da ragazza indipendente e non automa, mantenuta sola perchè non c'è quello che vuoi, lamentosa e piagnucolona solo perchè non si ha il coraggio di uscire gli attributi e accettare la realtà. Molto più semplice evaderla, ignorarla, scavalcarla, ingannarla. 
Accettare la realtà per un sognatore come me non è qualcosa di semplice.
Sì, è paradossale, ma per una personalità complessa non c'è nulla di peggio delle cose semplici. Siamo abituati a pensare alla complessità, ai macro progetti e ci perdiamo nella quotidianità, ovattati dalla sicurezza dei social come fb e instagram che ti fanno percepire una  realtà perfetta di cui tu e solo tu sei il protagonista e non c'è nulla altro che conti se non il tuo immenso gigantesco ego.
Siamo vittime inconsapevoli dei mass media che ci bombardano cercando di plagiarci, di omologarci, perchè se ci si estrania a tal punto dalla realtà la gente smette di pensare e smette di agire e il popolo è addormentato e consente di tutto ai mediocri, che sono quelli che poi ci guidano, ahimè. Io non seguo la scia, cerco sempre un' idea.

Grazia B.

giovedì 31 agosto 2017

IO-IO-IO NIENT' ALTRO CHE IO. IL NARCISISMO E I SOCIAL MEDIA #VICONSIGLIOUNLIBRO

Una società in cui l’interesse individuale viene prima di tutto il resto e stare bene con se stessi è la più grande virtù. A questo si accompagna un lato oscuro, di profonda gravità: questi ragazzi credono di essere speciali. E quindi hanno aspettative molto elevate, direi straordinarie. E mai, mai prima di ora la risposta della realtà è stata così mortificante. Molti adolescenti sentono che il mondo chiede loro un assoluto livello di perfezione e alcuni cedono clamorosamente sotto una tale pressione. La fiducia in se stessi come valore assoluto, descritta in inglese dall’acronimo Yo-Yo (You’re On Your Own: “Devi cavartela da solo”) fa ammalare i ragazzi di stress, ansia, angoscia, nichilismo.
Così la psicologa Jean M. Twenge, docente all’Università di San Diego, editorialista di Time, Usa Today, New York Times e Washington Post, lancia il suo grido d’allarme attraverso le pagine di un saggio appena tradotto anche in Italia, Generation Me. Perché i giovani di oggi sono più sicuri di sé, hanno più diritti e sono più infelici che mai (Excelsior1881, pagg. 302, euro 17,50).

Nel volume vengono presentati per la prima volta i risultati di dodici ricerche sulle differenze generazionali, basate su dati raccolti da un milione e trecentomila giovani americani. La maggior parte di questi studi sembrano dimostrare che il preciso periodo storico in cui siamo nati ha più influenza sulla nostra personalità di quanta ne abbia la famiglia. «A differenza dei figli del baby boom, la generazione che ora negli Stati Uniti ha principale potere d’acquisto e costituisce la maggioranza numerica della classe dirigente - continua la Twenge - quelli della Generation Me non hanno dovuto marciare in una manifestazione o frequentare sedute di gruppo per comprendere che i propri bisogni e desideri sono fondamentali». A radicare nelle giovani menti l’eccellenza aprioristica del sé, secondo la Twenge, sono state proprio quelle che normalmente vengono indicate da alcuni tra le conquiste più progressiste della società contemporanea: «Il controllo delle nascite, la legalizzazione dell’aborto e la trasformazione del ruolo di genitori in scelta responsabile hanno fatto di noi (Jean Twenge è nata nel 1971, ndr) la generazione più “desiderata” della storia americana»

domenica 27 agosto 2017

LA DIPENDENZA DAI SOCIAL. IO HO DETTO BASTA! #LAMIAESPERIENZA

Assuefatta dai social?!!!! Instagram, facebook, twitter, snapchat, qualcos' altro? Instagram soprattutto è una vera e propria droga e ti illude di avere tanti amici (come faacebook), ma non è scambio ma patologica illusione di dialogo, quando sono solo monologhi alle volte. 

 Parliamoci chiaro nelle storie di instagam o di qualsiasi altro social, si ha l' impressione di scambiare idee, ma in realtà non è mai come quando chiacchieri al bar con un' amica vera che vedi, senti, vivi.

Siamo un mondo di soli e ho pensato che appena mi andrà dedicherò un video sull' argomento.QUINDI IL MIO CANALE YOUTUBE (CLICCA QUI PER IL MIO CANALE!) IL BLOG E IL MIO WATTPADDCLICCA QUI E LEGGIMI SU WATTPAD RESTANO ATTIVI ANZI ATTIVISSIMI PERCHè SONO LA MIA ESSENZA.

Ho deciso di dire addio ai post di fb alle storie di instagram e alle chat di tutto ciò perchè pur volendo sponsorizzare il mio canale e il mio blog, sento di non poter più trascurare la mia natura, UNA PAROLA: pudore. MOLTI HANNO DIMENTICATO CHE SIGNIFICHI LA PAROLA PUDORE per me significa separare il PUBBLICO DAL PRIVATO. Io sono un animale sociale senza dubbio, ma non sono mai stata una persona che si esibisce per mero narcisismo, ma tendo a trasmettere qualcosa di profondo. Mi definisco una portatrice sana di emozioni, ma lo faccio attraverso l' arte, la scrittura la condivisione dei film e della musica che amo, i miei contenuti su youtube.

Non eliminerò i miei account per adesso, ma non li utilizzerò più, ho disinstallato le applicazioni e vi consiglierei tanto di farlo anche voi per un giorno, per una settimana, per un' ora: per rivivere l' ebrezza di tornare alle origini alle cose vere e semplici fatte di persone reali che si guardano in faccia e parlano in modo sano e normale. C'è bisogno di questo in questo mondo.

"Tieni per te le tue paure, ma condividi il tuo coraggio"

Grazia B.

Sogno.

C'era solo poca luce e un freddo spento.

Poi un luogo pieno di specchi che mi lanciava la tua immagine da ogni angolazione.
 Evitarla sarebbe stato inutile.
Solo il fumo caldo e profumato di caffè, smorzava la tensione e placava le emozioni disperdendole nell' aria gelida.

Poi la sveglia.

mercoledì 26 luglio 2017

QUELLO CHE SEI VERAMENTE

Mi sono accanita spesso in passato in pretese di verità. Ma la verità non è forse che la verità non esiste in assoluto. Nietzsche diceva che tutto è relativo e con questo voleva parlarci del punto di vista e cioè che a seconda della prospettiva da cui le cose vengono guardate che si vede qualcosa di diverso che ai nostri sensi pare di cogliere la verità. Ma è esatto, ma è la nostra verità. Non quella che chiamiamo la Verità assoluta.

Ho smesso di cercare questa perfezione di definizione nell' alterità e ho cercato dentro me stessa, ho voluto rifugiare le mie sicurezze non confidando nella cangiante verità altrui, ma creandomene una tutta mia, interna e vera che io chiamo arte.

SCRIVERE E SUONARE E AMARE. Sono questi gli unici canali in cui io trovo un nesso di contatto coerente con il mondo. Un punto di giuntura tra me stessa e l' alterità che mi allontana dal caos che mi prende quando vacillo un po' e penso di esser sola.

MUSICA E PAROLE. AMORE. QUELLO CHE SONO VERAMENTE.

g.b.

music SOTTOFONDO D' OBBLIGO